Viterbo – (sil.co.) – “Il mio piccolo appezzamento di tre ettari di terreno ‘schiacciato’ tra le decine e decine di ettari del vicino”. È lo sfogo di un agricoltore quarantenne, nelle campagne della Teverina, da anni in guerra con l’allevatore confinante contro il quale ha sporto nel tempo una infinità di denunce, arrivando a chiedere la misura cautelare dell’allontanamento.
“Uno dei problemi è la pastorizia fuori controllo, oltre all’utilizzo e alla presenza di cani molto pericolosi ed aggressivi, di razza pastore turco Kangal, che da anni vagano liberi su tutto il territorio circostante, in pratica senza controllo, oltre alla presenza di esemplari femmina di Kangal in calore e conseguenti cucciolate lasciate senza riparo”, spiega a Tusciaweb il diretto interessato.
L’allevamento, secondo il quarantenne, non presenterebbe né le caratteristiche di allevamento intensivo, “per mancanza di strutture fisse e ricoveri”, né le caratteristiche dell’allevamento allo stato brado o semibrado, “per mancanza di recinzioni perimetrali di altezza e struttura adeguate alla difesa da animali predatori e al contenimento dei cani da guardia utilizzati”.
“I cani sono entrati due volte nella mia proprietà e ogni volta hanno sbranato uno dei miei cani, mentre all’esterno hanno detronizzato ogni tipo di fauna selvatica e locale. Inoltre, in questa zona, sono stati fatti, tra le altre cose, lavori di livellamento terra e disboscamento in ‘autonomia’”, aggiunge l’agricoltore.
“Le strutture mobili utilizzate dal vicino nella sua attività, come vano mobile mungitrice, gruppo elettrogeno di alimentazione, vasche di abbeveraggio, balle di fieno, gabbie metalliche per isolamento capi ovini, da circa 5 anni restano in pianta stabile pochi metri dalla mia recinzione di confine ed a circa 100 metri dalla mia abitazione, nonostante la vastità del suo terreno. La pastorizia così praticata ormai da tanti anni sta distruggendo il territorio”, sottolinea il quarantenne.
“Nel tempo ho presentato diverse denunce e avendo ricevuto anche minacce di morte, mi sono rivolto a un avvocato sporgendo cinque querele in quattro anni. Ho subito il furto di telecamere, atti vandalici al cannello e alle luci sulla recinzione, getto di rifiuti nella mia proprietà e nei miei secchioni privati, oltre a numerosi episodi di minacce verbali, degenerate anche in percosse”, conclude, dicendo “confido nella giustizia”.
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