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Viterbo - La nuova pubblicazione di Silvio Cappelli "La baronessa volante" presentata ieri nel foyer del teatro dell'Unione

Pienone per la mostra fotografica e il libro su Bianca Maria Hübner

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Viterbo - Teatro dell’Unione - La presentazione del libro ddi Silvio Cappelli su su Bianca Maria Hübner

Viterbo – Teatro dell’Unione – La presentazione del libro ddi Silvio Cappelli su su Bianca Maria Hübner

Viterbo - Teatro dell’Unione - La presentazione del libro ddi Silvio Cappelli su su Bianca Maria Hübner

Viterbo – Teatro dell’Unione – La presentazione del libro ddi Silvio Cappelli su su Bianca Maria Hübner

Viterbo - Teatro dell’Unione - La presentazione del libro ddi Silvio Cappelli su su Bianca Maria Hübner

Viterbo – Teatro dell’Unione – La presentazione del libro ddi Silvio Cappelli su su Bianca Maria Hübner

Viterbo - Teatro dell’Unione - La presentazione del libro ddi Silvio Cappelli su su Bianca Maria Hübner

Viterbo – Teatro dell’Unione – La presentazione del libro ddi Silvio Cappelli su su Bianca Maria Hübner

Viterbo - Teatro dell’Unione - La presentazione del libro ddi Silvio Cappelli su su Bianca Maria Hübner

Viterbo – Teatro dell’Unione – La presentazione del libro ddi Silvio Cappelli su su Bianca Maria Hübner

Viterbo – (p.c.) – Il foyer del teatro dell’Unione stracolmo di gente ieri per la mostra fotografica e la presentazione del libro di Silvio Cappelli intitolato “La baronessa volante. Dal teatro alla Scala di Milano alla necropoli di Castel d’Asso in Viterbo.

L’opera di trasformazione fondiaria realizzata da Bianca Maria Hübner”.

A fare gli onori di casa il vicesindaco e assessore alla Cultura del Comune di Viterbo Alfonso Antoniozzi.

“La sua storia – insieme a quella di tutte le donne che, causa l’assenza degli uomini impegnati in un conflitto destinato a risolversi rovinosamente, si ritrovarono d’improvviso a dover lavorare scoprendosi assolutamente capaci di metter da sole il pane sulla tavola – ha affermato Antoniozzi nella sua prefazione – apre la strada alle storiche conquiste successive dell’universo femminile e continua a ricordarci l’ingiustizia sociale di un continente, l’Europa, dove ancora oggi le donne guadagnano in media quasi il quindici per cento in meno degli uomini. In quest’ottica l’Assessorato alla Cultura e all’Educazione vuole raccontarla agli uomini e alle donne di oggi, perché ci sia di memoria e di monito. Di memoria, perché Bianca Maria Hubner che ha voluto la nostra terra come protagonista di quanto si racconta in questo libro è una tessera fondamentale del progetto “Genius Loci” ed è sacrosanto che sia ricordata da noi viterbesi con riconoscenza e orgoglio. Di monito, perché ci dimostra che nessuno, neppure una dittatura, può imporci di essere ciò che non vogliamo essere”.

Anche Luigi Pasqualetti presidente della Fondazione Carivit, patrocinatrice della pubblicazione insieme al Comune di Viterbo, nel suo intervento ha detto: “La Baronessa fu una donna forte e tenace al punto di riuscire a trasformare in pochi anni circa 500 ettari di terreno, in località Vaccareccia-Procoio, nell’Azienda agricola dell’Arcione specializzata, tra le altre cose, nella coltivazione e la lavorazione di tabacco, dove trovarono lavoro molte famiglie di diversa provenienza, soprattutto viterbesi e salentine. Dal nulla sorsero costruzioni, abitazioni, uffici, depositi, tettoie per lo stendaggio delle foglie di tabacco, essiccatoi e così via. Miracoli del XX secolo, definiti anche fenomeni socio-economici importanti per la città di Viterbo”.

Luciano Osbat, creatore del Dizionario storico-biografico “Gente di Tuscia” e presidente del Centro di ricerche per la storia dell’Alto Lazio, dopo una chiarissima descrizione del contenuto del libro, ha tenuto a precisare che: “Il libro di Cappelli ci racconta delle trasformazioni e innovazioni avvenute in quell’azienda (di circa 500 ettari) negli anni della Seconda guerra mondiale e soprattutto nel decennio successivo, al punto da far diventare quell’azienda (e la sua proprietaria) un modello di riferimento non solo per l’agricoltura e per gli imprenditori agricoli del Comune di Viterbo ma dell’intera Tuscia. E questo le avrà valso non solo il raggiungimento di più che soddisfacenti introiti economici ma anche il riconoscimento del valore sociale del suo lavoro, fino al punto di meritarle prima il titolo di Cavaliere del lavoro (nel 1956) e poi di Commendatore della Repubblica italiana (nel 1958)”.

Graditissimo dai presenti il simpatico intervento (non concordato) della tabacchina novantenne Clementina Semeraro, che al tempo ha conosciuto la Baronessa, con la descrizione di aneddoti e fatti realmente avvenuti.

L’autore Silvio Cappelli, tra le altre cose, durante la sua presentazione del libro ha sottolineato come Bianca Maria Hübner «intellettuale colta e raffinata, in ogni azione continuò sempre a fare sfoggio della sua tempra, della sua passione e delle sue capacità manageriali, senza piegarsi alle logiche fasciste, o forse aggirandole proprio grazie alle sue peculiarità e al suo charme. Non solo dirigeva una grande azienda agricola, ma trovava anche il tempo per partecipare a iniziative culturali e occasioni mondane dove frequentare personaggi importanti del livello di Maria Callas, Carlo Carrà, Alberto Moravia, Giuseppe Ungaretti, Flora Volpini e altri». Una bella storia ritrovata, dunque, che ci fa capire quanto ancora dobbiamo conoscere a fondo del nostro passato prossimo. Alla fine libri gratis per tutti e tanta felicità.


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8 ottobre, 2023

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