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Cultura - Don Mario Brizi racconta un'epoca in cui non esistevano agenzie di pompe funebri

A Viterbo due Confraternite si occupavano della sepoltura dei defunti

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Viterbo - Don Mario Brizi

Viterbo – Don Mario Brizi

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Per diversi secoli le Confraternite, anche a Viterbo, non solo svolsero un prezioso servizio in ambito religioso, ma ebbero ruoli di primo piano nel tessuto sociale della città. Ognuna di esse, infatti, era, per così dire, “specializzata” in un settore specifico della vita cittadina nel quale offriva la sua opera di volontariato.

A Viterbo erano due le Confraternite che si occupavano della sepoltura dei defunti, opera estremamente importante in un’epoca in cui non esistevano agenzie di pompe funebri e le persone che morivano in viaggio o in case coloniche lontane dall’abitato rischiavano di rimanere insepolte.

Al pietoso compito di dare dignitosa sepoltura provvedeva la Confraternita della Morte che in città aveva la sua sede e l’oratorio nella chiesa di S. Tommaso Apostolo, attigua all’attuale piazza della Morte. I fratelli di questa compagnia vestivano di sacco nero sul quale spiccava il simbolo del teschio con le ossa decussate.

Molto particolare era il compito di una seconda Confraternita, detta di San Giovanni Decollato, che si occupava di confortare i condannati a morte nelle ultime ore di vita e di accompagnarli al luogo dell’esecuzione capitale con la preghiera e mostrando loro lungo il percorso un’immagine sacra.

Dopo l’esecuzione della sentenza i confratelli provvedevano a ricomporre il cadavere e seppellirlo nella chiesa di San Giovanni Decollato che, prima del 1540, era fuori Porta Faul.

Dopo quella data la sede della Confraternita fu trasportata nella chiesa denominata S. Maria della Ginestra, che da allora prese anche il nome di San Giovanni Decollato.

Oltre al compito di dare sepoltura ai defunti queste Confraternite si premuravano di pregare per le loro anime, per questo in molti lasciti testamentari dell’epoca troviamo somme di denaro o beni immobili lasciati a questi sodalizi con il fine di assicurarsi preghiere di suffragio.

Don Mario Brizi


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31 ottobre, 2023

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