Viterbo – “Addizionale Irpef, una presa in giro per le famiglie più bisognose”. Non trova altri termini, Alvaro Ricci (capogruppo Pd), per definire il regolamento sulla variazione dell’aliquota arrivato ieri mattina in prima e terza commissione, riunite in modo congiunto.
Alvaro Ricci
La principale novità contro cui si scaglia il capogruppo del Partito democratico è quella relativa alla prima fascia, che passa da 0,76% a 0,75%, per chi ha un reddito fino a 15mila euro.
Tradotto in soldoni: “Equivale a una riduzione di massimo un euro e cinquanta centesimi l’anno”. Se si hanno quindicimila euro di reddito, altrimenti lo sconto dell’amministrazione Frontini è ancora più basso. “Un’indecenza – continua Ricci – cos’è un’euro in media l’anno? A che serve un’operazione del genere, con gli uffici che hanno dovuto perdere tempo a predisporre gli atti, a rifare i conti.
È una presa in giro per le famiglie che stanno messe peggio. È costata di più la commissione per discutere il provvedimento che non tutto il resto”.
Un taglio dell’addizionale inutile, mentre dall’altra parte: “Chi ha un reddito oltre 50mila euro dovrà versare 20 euro, che rispetto alle proprie disponibilità non è di certo una somma che possa preoccupare”. La sintesi, quindi: “Pura demagogia”.
A Ricci quest’operazione ne ricorda un’altra: “Quando per la Tari hanno stanziato 150mila euro, ma poi a conti fatti si è tradotta con una riduzione di tre euro l’anno per le fasce più deboli”. Una miseria. “Salvo poi aumentare le tariffe sui rifiuti, come sarà, del 40%”.
Un provvedimento fatto tanto per fare.
Il regolamento per la variazione dell’aliquota di compartecipazione dell’addizionale comunale all’imposta sul reddito delle persone fisiche, come passata in commissione, prevede dal primo gennaio, aliquote per scaglioni di reddito: da 0 a 15.000 euro, aliquota 0,75%; da 15001 a 28000 euro, aliquota 0,76%; da 28001, a 50000 euro, aliquota 0,76%; oltre 50000 euro, aliquota 0,80%.
Giuseppe Ferlicca
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