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Allevamento di galline ovaiole, accolto ricorso Copattrim contro due capannoni avicoli

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Montefiascone - Allevamento di galline ovaiole

Montefiascone – Allevamento di galline ovaiole


Montefiascone – (sil.co.) – Allevamento di galline ovaiole, il Tar del Lazio annulla la nota del Comune di Montefiascone del 23 agosto 2021. I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso proposto nel 2022 da Fabrizio Nasti, Comitato per la tutela del paesaggio, dell’ambiente, del turismo e delle tradizioni rurali di Montefiascone (Copattrim), Giovanna Bianconi, Luca Santi, Benedetta Ugolini, Anna Brachino, Maurizio Brachino, Silvana Tabarrini, Mauro Ugolini, Franco Brachino, Massimo Chiovelli, Maurizio Bellacima, Elvira De Sanctis, Renzo Santi, rappresentati e difesi dagli avvocati Raffaele Parrella Vitale e Enrico Gai.

Al centro la richiesta di annullamento della nota prot. 20286 del 23/08/2021 emessa dal Comune di Montefiascone, III° Settore urbanistica ed assetto  el territorio, all’indirizzo dell’azienda agricola Castello di Monteleano avente ad oggetto la “conclusione del procedimento di riesame del Pdc n. 22 del 26/11/2020 azienda agricola Monteleano” per la costruzione di numero due capannoni avicoli con annessi locali tecnici.

“Premettono i ricorrenti – si legge nella sentenza del 10 novembre – di essere tutti proprietari o residenti di abitazioni private e edifici destinati ad uso turistico-ricettivo in Comune di Montefiascone, Loc. Cerchiare/Le Mosse/Vallalta/Mentuccia (doc. da K.11 a S.18), in un comprensorio di notevole pregio ambientale e paesaggistico che si è sviluppato intorno alla via Verentana, sul versante orientale del colle falisco che si affaccia sul Lago di Bolsena e di avere costituito, allo scopo di tutelare e difendere il proprio territorio, un apposito Comitato per la tutela del paesaggio, dell’ambiente, del turismo e delle tradizioni rurali di Montefiascone (Copattrim, attualmente composto da 160 membri), pure odierno ricorrente”.

“Il ricorso è fondato nei limiti e nei termini precisati e, come tale, deve essere accolto, con conseguente annullamento del provvedimento impugnato”, la conclusione.

“Dalla presente decisione . viene sottolineato – discende, quale effetto conformativo, l’obbligo del Comune di Montefiascone di rinnovare il procedimento di riesame avviato con la nota n. 15539 del 2021 e concluso con il provvedimento impugnato alla luce delle statuizioni contenute nella presente sentenza, prendendo in considerazione, quindi, il progetto quale risultante dal Pua approvato con deliberazione consiliare n. 52 del 2019 ed acquisendo, con riferimento a tale progetto, il parere della Regione Lazio in ordine alla necessità di screening Via. È fatta salva la successiva attivazione del procedimento di approvazione di un nuovo Pua ove presentato dall’azienda agricola ai sensi dell’art. 57 della L.R. n. 38 del 1999 e nel rispetto delle disposizioni ivi contenute”.


Montefiascone - Allevamento intensivo di galline ovaiole - Inizio cantiere

Montefiascone – Allevamento intensivo di galline ovaiole – Inizio cantiere


La nota del Copattrim

Il Tar Lazio dà ragione al Copattrim contro il Comune di Montefiascone per l’allevamento avicolo di Cerchiare/Vallalta.

Con sentenza pubblicata il 10 novembre scorso il Tar del Lazio ha dato ragione al Copattrim (Comitato di cittadini per la tutela del paesaggio, ambiente, turismo e tradizioni rurali di Montefiascone) che a gennaio 2022 aveva presentato ricorso contro il Comune di Montefiascone e l’azienda agricola Castello di Monteleano per un allevamento intensivo di 38.000 galline ovaiole in costruzione e poi entrato in esercizio nel gennaio scorso. Ciò nonostante anni di tentativi di dialogo, petizioni e azioni legali dei cittadini, nonché un lungo periodo di sospensione dei lavori ordinato dal Consiglio di Stato nell’ambito di un precedente ricorso.

A febbraio il Copattrim aveva presentato anche un’istanza cautelare per chiedere ai giudici di salvaguardare la salute degli abitanti dell’area attorno all’impianto, minacciata a causa dell’avvio dell’attività di allevamento. Pur essendo una “industria insalubre di prima classe” è stata costruita a ridosso di case abitate, con alto rischio di inquinamento fisico-chimico e biologico, odori molesti e problematiche igienico-sanitarie legate alla proliferazione di insetti e patogeni vari. Il tutto in un contesto già a rischio di influenza aviaria, come riconosciuto dal Ministero della Salute che nell’aprile scorso ha istituito una specifica Unità di crisi presso la Asl di Viterbo.

I giudici amministrativi hanno dato ragione ai ricorrenti, assistiti dagli avvocati Enrico Gai e Raffaele Parrella Vitale, annullando il provvedimento di riesame e rigettando le numerose eccezioni preliminari sollevate dai legali del Comune, gli avvocati Michele Bromuri e Daniele Marongiu.

In sintesi con il ricorso si contestava il provvedimento di riesame adottato nell’agosto 2021 dal Comune di Montefiascone per superare la mancata verifica di assoggettabilità alla Via (Valutazione di impatto ambientale) a cui l’impianto avicolo avrebbe dovuto essere sottoposto. Il Comune aveva giustificato tale omissione con il dichiarato passaggio dell’azienda al biologico, ma senza neppure accertare la sussistenza dei relativi requisiti presso gli enti competenti.

Il Tar ha riconosciuto come errato il procedimento di riesame adottato dal Comune, che avrebbe dovuto attendere il parere della Regione Lazio, nonché erroneo il superamento della suddetta mancata verifica, giustificato soltanto in relazione alla diminuzione dei capi di allevamento per supposto passaggio al metodo di allevamento biologico.

La sentenza riconosce la piena legittimazione a ricorrere del Copattrim e rimette in discussione il progetto dell’azienda sotto il profilo della tutela della salute e dell’ambiente. Secondo il Tar il Comune ha ora l’obbligo di riavviare il procedimento di riesame prendendo in considerazione il progetto risultante dal PUA del 2019 e acquisendo il parere della Regione Lazio sulla necessità di screening per la Via, nel caso aprendo una Conferenza di servizi. L’accoglimento del ricorso ha comportato anche la condanna del Comune al pagamento di parte delle spese legali.

Nell’accogliere con piena soddisfazione l’esito della sentenza, il Copattrim esprime ancora una volta il desiderio di collaborazione con le Autorità competenti in materia di agricoltura e ambiente, in particolare con il Comune di Montefiascone. Auspica di poter mettere a servizio della collettività le proprie competenze attraverso la partecipazione a tavoli e organismi tecnici, come ad esempio la Consulta comunale per l’agricoltura e il Comitato tecnico consultivo regionale. Chiede maggiore trasparenza e dialogo verso i cittadini, maggiore disponibilità verso meccanismi di democrazia partecipata per costruire alternative di sviluppo sostenibili e portatrici di ricchezza diffusa sul territorio. Ritiene infine che la salvaguardia del paesaggio, dell’ambiente e della salute pubblica passi attraverso politiche in linea con le norme europee, nazionali e locali, e che laddove esistano vuoti normativi, come oggi accade per gli allevamenti avicoli intensivi, questi vadano rapidamente colmati attraverso regolamenti comunali e leggi regionali che siano frutto di lavoro congiunto.


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