Viterbo – Il sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove
Viterbo – “Il carcere di Viterbo cambierà nome e verrà dedicato a uno dei tanti caduti in servizio della polizia penitenziaria”. A dirlo il sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove in visita questa mattina all’istituto penitenziario della città dei Papi. Poco fa, davanti al carcere, la conferenza stampa.
“Ho già due-tre nomi – ha aggiunto Delmastro – che voglio però condividere con le organizzazioni sindacali. La cosa certa è che non verrà più chiamato, erroneamente, con il nome della località in cui si trova, Mammagialla“.
Viterbo – Il carcere di Mammagialla
Assieme al sottosegretario ci sono anche il presidente della commissione ambiente della camera dei deputati, Mauro Rotelli, il consigliere regionale Daniele Sabatini e la consigliera comunale Antonella Sberna.
Il sottosegretario ha anche spiegato quelli che sono e saranno gli interventi del governo per gli istituti penitenziari, la polizia e il sovraffollamento.
“Per Viterbo – ha sottolineato Delmastro – sono stati assunti 13 nuovi agenti di polizia penitenziaria e verrà costruito un nuovo padiglione. Sono arrivati anche i kit previsti dal governo. In più, anche sul carcere viterbese ricadranno tutti gli interventi che verranno adottati dall’esecutivo di Giorgia Meloni“.
Viterbo – Mauro Rotelli, Andrea Delmastro Delle Vedove e Daniele Sabatini
“Oggi – è intervenuto Rotelli – abbiamo visitato anche la parte della caserma del Gom, reparto speciale del 41 bis. Il reparto da cui parte la prevenzione dei reati mafiosi. Un esempio di lotta antimafia a livello mondiale. Dopodichè abbiamo incontrato anche il comandante della polizia penitenziaria, la direttrice del carcere e tutte le sigle sindacali”.
Il sottosegretario ha esposto inoltre tutti gli interventi messi in atto dal governo. “Entro un anno, oltre a quelle già in corso, assumeremo oltre 5500 nuovi agenti. In più abbiamo distribuito tra gli istituti 10250 scudi e altrettanti caschi, 2000 kit antisommossa e sfollagente. Abbiamo poi istituito di nuovo il corpo medico di polizia penitenziaria e predisposto un protocollo di intervento operativo per ripristinare ordine e sicurezza in una cornice di legalità. Un protocollo che dirà agli agenti fin dove possono spingersi nel rispetto della normativa”.
“Abbiamo introdotto – ha continuato Delmastro – la polizia penitenziaria all’interno del Dap per avere una catena di commando precisa. Entro marzo del prossimo anno ci sarà anche un direttore titolare per ogni istituto d’Italia. Per la prima volta nella storia della repubblica. Così come un gruppo di pronto intervento operativo che interverrà, in ogni istituto, in caso di criticità a supporto alla polizia penitenziaria“.
Sul fronte del sovraffollamento, “nessun intervento svuota carcere come in passato – ha precisato il sottosegretario -. Abbiamo invece previsto 80 milioni di euro del Pnrr per la costruzione di 8 nuovi padiglioni detentivi in tutta Italia e sbloccato 166 milioni di euro per altri interventi”.
“Si sta lavorando inoltre su altri due fronti – ha concluso il sottosegretario -. Da un lato una legge che consenta ai detenuti tossicodipendenti di poter accedere alle comunità terapeutiche, per la sua disintossicazione. Dall’altro, nell’ambito del piano Mattei, ad un accordo con i paesi africani affinché l’esecuzione della pena per i detenuti provenienti da quest’area possa avvenire nel loro paese di appartenenza”.
Daniele Camilli
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