Viterbo – Le riprese di “In the Hand of Dante”
Tarquinia – Riceviamo e pubblichiamo – In merito alle imprecise notizie, riprese anche dalla stampa nazionale, sul presunto diniego dato alla produzione del film “In the hand of Dante”, l’amministrazione comunale intende fare chiarezza.
Premesso che non è mai stato dato alcun diniego allo svolgimento delle riprese, nell’incontro di questo pomeriggio sono stati chiariti alcuni iniziali fraintendimenti e sono stati definiti tutti i passaggi che avevano creato le incertezze dovute dagli stretti tempi con cui è stata presentata l’istanza di autorizzazione.
Il sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi
“La produzione, dopo aver avuto un incontro con il sindaco, ha risolto le iniziali incompresioni nate a causa di una errata comunicazione – dichiarano dalla Indiana Production – ma ha trovato da parte dell’amministrazione una piena disponibilità ed una totale collaborazione per la buona riuscita delle riprese”.
Pertanto, è confermato l’originale piano di lavorazione e nei prossimi giorni inizieranno a Tarquinia le riprese del film di Julian Schnabel.
Comune di Tarquinia
Colpisce l’incipit del comunicato del comune di Tarquinia. “In merito alle imprecise notizie, riprese anche dalla stampa nazionale”. Questo giornale non ha in alcun modo parlato di “diniego dato alla produzione del film In the hand of Dante”. Piuttosto è il sindaco Alessandro Giulivi, sue testuali parole, ad aver detto, riferendosi alla produzione del film, che “a Tarquinia non possono fare come gli pare… questi secondo me hanno fatto già troppo casino”. Aggiungendo che “per quelle date, il 21 e il 22, ormai non fanno più in tempo”. Il tutto a partire da un regolamento comunale che prevede 30 giorni per richiedere l’autorizzazione alle riprese. “Non è una cosa così semplice, come dicono loro – ha poi aggiunto Giulivi -. Che loro arrivano, io li autorizzo, poi fanno i danni, vanno via e non paga nessuno, sempre Pantalone. Non a caso abbiamo fatto un regolamento. Basta che lo leggono e tutto è chiaro. Nel torto ci stanno loro, non noi”. “Se poi a loro gli fanno fare come gli pare da altre parti – ha ribadito infine il sindaco -, a me non sta bene. A Tarquinia non lo fanno”. Quindi, è giusto fare “chiarezza”, come ha scritto l’amministrazione comunale. Non con la stampa, ma con se stessi. Infine non si capisce perché prima quanto stabilito dal regolamento andava “scrupolosamente” rispettato e adesso non più. Si può fare certamente marcia indietro, ma va detto con chiarezza e senza infingimenti.
Daniele Camilli
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