Viterbo – “Il calcio viterbese non ha mai avuto una programmazione forte né voglia di crescita aziendale. Ha invece un modus vivendi dettato da quanti soldi arrivano tutti insieme”. A parlare è l’assessore allo sport Emanuele Aronne.
“Secondo me – ha aggiunto Aronne – bisognerebbe prendere ad esempio quello che sta facendo il basket femminile e maschile. Ha creato le forze necessarie, ha trovato gli sponsor e si è misurato a partire da questo. Senza mai fallire. Adottando scelte oculate, senza mai fare il passo più lungo della gamba. Non solo, ma ha investito molto anche sul settore giovanile. Ciò significa che nell’anno che ti va male la sponsorizzazione, hai comunque un tessuto che non ti abbandona e delle risorse interne che ti permettono di andare avanti. Fondamentale sarebbe investire sui giovani, creando una foresteria”.
La vicenda da cui si parte è la manifestazione d’interesse andata a vuoto, con la Faul Cimini che si è ritirata e le condizioni in cui versa l’impianto sportivo del Pilastro.
“La legge – ha spiegato l’assessore – dice che nel momento in cui partecipi a una manifestazione d’interesse deve avere la situazione già sanata. Purtroppo, quando abbiamo interrogato l’Agenzia delle entrate quest’ultima ci ha detto che la posizione della Faul Cimini non era regolare. Un amministratore non può tifare per nessuno. Un’amministrazione parla solo per atti”.
Dopodiché, per quanto riguarda il campo del Pilastro, l’ideale per Aronne sarebbe aspettare che si concludano le procedure per l’affidamento diretto del Rocchi, cui l’impianto del Pilastro è collegato. “Una questione, quella dell’affidamento, che si dovrebbe risolvere in tempi brevissimi. Ma se così non dovesse essere, abbiamo da parte dei fondi e se sarà necessario interverremo come manutenzione straordinaria”. Infine, per quanto riguarda la Faul Cimini, “Ben venga se vuole giocare al Rocchi”.
L’assessore allo sport Emanuele Aronne
Perché il campo sportivo del Pilastro è ridotto in questo stato?
“Si tratta di una struttura tenuta in stand-by perché una volta affidato il Rocchi avremmo poi ragionato anche sul campo del Pilastro. E questa è stata sempre la filosofia delle amministrazioni precedenti. Una scelta accettabile. Poi, dopo tutto quello che è successo con la vicenda del Rocchi ha fatto slittare anche la necessità di mettere mano al Pilastro. Non possiamo dare in gestione il campo del Pilastro prima di dare in gestione quello del Pilastro. Le due strutture sono necessariamente collegate l’una all’altra essendo il Rocchi non utilizzabile tutti i giorni”.
Ma nessuno in questi mesi ha monitorato la situazione al campo del Pilastro per evitare che si riducesse in questo stato?
“Certo che c’è stato un monitoraggio. Oggi poi ci saranno i cantonieri che chiuderanno il buco sulla rete esterna. Il problema è che qui da monitorare c’è una città intera. Probabilmente c’è anche un tasso di vandalismo alto. Sono tante le cose che abbiamo trovato abbandonate. E le urgenze sono tante e stiamo veramente facendo il possibile. Dopodiché va detto che le caratteristiche che una società deve avere per prendere in gestione un impianto sportivo, nello specifico il Rocchi, cui è collegato il Pilastro, non sono dettate dalla pubblica amministrazione o dalla giunta di turno, ma dalla legge. Nello specifico il codice degli appalti. Detto questo, chi si è proposto adesso, al quale chiediamo le stesse identiche cose inserite nella manifestazione d’interesse andata a vuoto, una volta fatti i dovuti riscontri, dal Durc al casellario giudiziario, l’idea è anche quella di aprire il Rocchi e il Pilastro a tutte le società che ne faranno richiesta. Fermo restando che ci sarà chi gestirà la struttura e altre realtà che potranno utilizzarlo”.
Quindi l’intenzione dell’amministrazione è un affidamento diretto della gestione del Rocchi e del Pilastro e una distinzione tra gestione e utilizzo delle strutture?
“L’intenzione dell’amministrazione è un affidamento diretto del Rocchi e del Pilastro, cosa che adesso si può fare perché è andata a vuoto la manifestazione di interesse. Distinguendo poi tra gestione e utilizzo degli impianti”.
Si è già presentato qualcuno per l’affidamento degli impianti?
“Sì e stiamo facendo le valutazioni di legge. Mi rendo conto che un tempo l’affidamento diretto si poteva fare così… ma non è questo il modo di procedere di questa amministrazione. Poi c’è una circolare Anac del 2023 che è stata chiarissima e che dice che l’affidamento degli impianti sportivi va fatto in un determinato modo. Dopodiché la cosa che più mi premeva era blindare il Pnrr per il Rocchi e questo è stato fatto. Ed era la cosa più importante, altrimenti rischiavamo di perdere un finanziamento di due milioni e 850 mila euro”.
Tornando allo stato in cui versa oggi il campo del Pilastro, l’amministrazione intende fare qualcosa nell’immediato per riparare i danni oppure è necessario per forza aspettare l’affidamento del Rocchi?
“La questione dell’affidamento si dovrebbe risolvere in tempi brevissimi. Se così non dovesse essere, abbiamo da parte dei fondi e se sarà necessario interverremo come manutenzione straordinaria”.
L’opposizione, FdI, Lega e Per il bene comune, l’altro giorno ha tenuto una conferenza stampa dicendo che la distinzione tra gestione e utilizzo del Rocchi significherebbe voler rinunciare ad avere la squadra della nostra città a livello professionistico. Lei che ne pensa di quest’affermazione?
“Allora mi dovrebbero spiegare come ma lo stadio Olimpico viene gestito dal Coni e viene poi utilizzato da Roma e Lazio e potrei citarne tanti altri. Detto questo, se l’opposizione ha idee diverse, le poteva mettere in atto nel momento in cui ha governato con la precedente giunta. La loro occasione l’hanno avuta. Aprendo poi i faldoni delle amministrazioni precedenti riguardanti gli impianti sportivi, non mi è sembrato di vedere tutte le carte in ordine. E fare ordine è la prima cosa cui abbiamo messo mano. Noi abbiamo fatto fatica a ricostruire la storia del Rocchi, a partire da ciò che di proprietà del comune da ciò che non lo è. E per ricostruire il tutto siamo dovuti partire dalle fatture. Adesso, tutto sommato, sappiamo almeno ciò che ci appartiene e ciò che non ci spetta. La situazione che la precedente amministrazione ci ha lasciato era tutt’altro che cristallina”.
Viterbo – Lo stadio Rocchi visto dall’alto
La Faul Cimini, sempre in merito alla manifestazione di interesse per il Rocchi, risponde alla sindaca dicendo che “l’inadempienza citata da Frontini riguarda vecchie pendenze fiscali sanate e rateizzate. Ad oggi siamo in regola con l’Agenzia delle entrate”.
“È tutto vero, ma c’è un piccolo dettaglio”.
Quale?
“La legge dice che nel momento in cui partecipi a una manifestazione d’interesse deve avere la situazione già sanata. Purtroppo, quando abbiamo interrogato l’Agenzia delle entrate quest’ultima ci ha detto che la posizione della Faul Cimini non era regolare”.
Non regolare in che termini?
“Nei termini in cui quando hanno partecipato alla manifestazione d’interesse le pendenze fiscali non erano state sanate e non erano in regola con l’Agenzia delle entrate. E la legge dice che bisogna essere in regola nel momento in cui si partecipa. È semplice, è la legge. Oggi la Faul Cimini è in regola e sono contento per loro. Ma quando abbiamo fatto i controlli non era così. E mi dispiace, sono sincero. Però un amministratore non può fare il tifo, ma deve prendere atto delle cose. Un’amministrazione parla per atti”.
Quanto ci vorrà per rivedere il Rocchi aperto e quanto per rivedere una squadra che rappresenta la città giocare sul suo campo?
“Quanto ci vorrà per vedere una squadra che rappresenta la città non spetta a me dirlo. Per quanto riguarda il Rocchi, stiamo ultimando i controlli e se tutto va in ordine e tutti i documenti sono a posto, lo stadio riaprirà immediatamente”.
Ma un Rocchi senza una squadra della città che ci giochi che Rocchi è?
“Se la Faul Cimini, che vuole rappresentare Viterbo, vuole giocare al Rocchi, come ha detto di voler fare, ben venga. Ne sarei felicissimo. Il concetto sbagliato è pensare che un amministratore debba tifare per qualcuno o per qualcosa. Un amministratore, e lo ripeto, non può tifare per nessuno. Un’amministrazione parla solo per atti. E con il Pnrr il Rocchi diventerà un vero e proprio fiore all’occhiello per la città. Attorno all’impianto ci sono interessi molto importanti, anche in vista del futuro”.
Che tipo di interessi?
“Questo non glielo dico. Non è ancora il momento. Posso dire solo che diventerà uno stadio gioiello”.
Viterbo – La devastazione del campo sportivo del Pilastro
La storia delle squadre cittadine è una storia costellata anche da chiusure e fallimenti…
“Esatto…”
Secondo lei perché?
“Secondo me bisognerebbe prendere ad esempio quello che sta facendo il basket. Ha creato le forze necessarie, ha trovato gli sponsor e si è misurato a partire da questo. Senza mai fallire. Adottando scelte oculate, senza mai fare il passo più lungo della gamba. Non solo, ma ha investito molto anche sul settore giovanile. Ciò significa che nell’anno che ti va male la sponsorizzazione, hai comunque un tessuto che non ti abbandona e delle risorse interne che ti permettono di andare avanti. Secondo me il calcio viterbese non ha mai avuto una programmazione forte né voglia di crescita aziendale. Ha invece un modus vivendi dettato da quanti soldi arrivano tutti insieme”.
In che senso?
“Nel senso che ti arriva lo sponsor, non fai programmazione e cali l’asso”.
Sta dicendo che le società di calcio che rappresentavano Viterbo non hanno avuto voglia di investire sulla città?
“No, non ho detto questo. Ho detto che non c’è stata una programmazione seria e lungimirante. Ad esempio a Viterbo non ricordo foresterie. Le società dovrebbero investire sui giovani. In città c’è l’università. Perché non portare dei giocatori pagandogli gli studi? Questo il basket femminile lo ha fatto”.
Cos’è una foresteria?
“Significa portare a Viterbo i giovani emergenti, ad esempio di Roma e Lazio, dandogli una casa e garantendogli gli studi, curandone la crescita educativa e nel frattempo facendolo allenare. La Luiss, da questo punto di vista, ha fatto un progetto mirabile. Da noi abbiamo l’Unitus che potrebbe fare altrettanto. In questo modo si potrebbe creare una squadra giovanile capace anche di imporsi a livello nazionale, aprendo poi importanti spiragli in vista del futuro in termini di prima squadra. A Viterbo, invece, se va via uno sponsor crolla tutto. Proprio perché alle squadre di calcio che si sono succedute nel tempo è mancata una struttura societaria”.
Con la Faul Cimini è stata solo una questione di regole oppure c’è qualcos’altro?
“La Faul Cimini è una bella società. Purtroppo c’è stato un incidente di percorso. Se si fosse evitata la polemica e ci fosse stato più sangue freddo da parte di tutti, probabilmente la situazione si sarebbe già risolta. Il rischio invece è sempre lo stesso. Far diventare tutto un noi contro di voi, alla ricerca del consenso facile. Ma non è questo quello che struttura, quello che serve. E la struttura serve per esistere e resistere”.
La proprietà dello stadio Rocchi di chi è?
“La proprietà è della regione Lazio, la gestione spetta invece al comune di Viterbo. Adesso però, grazie anche all’interessamento dei consiglieri regionali Daniele Sabatini ed Enrico Panunzi, la Pisana ha approvato un emendamento che ci permette di acquisire definitivamente lo stadio che diventerà di proprietà del comune”.
Daniele Camilli
– L’ex sindaco Arena: “Pure sul Rocchi, amministrazione Frontini superficiale e approssimativa”
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