Verona – “Filippo non è uno che uccide a mano armata, gli sarà saltato un embolo”. È il padre di Turetta a parlare.
In una lunga intervista rilasciata a Chi l’ha visto?, il papà del 21enne ha formulato le sue ipotesi sul femminicidio di Giulia Cecchettin.
“Non è uno che uccide a mano armata, gli è saltato un embolo. Forse voleva sequestrarla per impedirle di laurearsi – ha detto Nicola Turetta ai microfoni della trasmissione in onda su Rai 3 -. Ho pensato che volesse sequestrarla, rapirla per non darle la soddisfazione di laurearsi e dopo lasciarla. Purtroppo le cose sono peggiorate, forse voleva farle paura poi la cosa è precipitata e a lui è saltato l’embolo”.
Nicola Turetta
“Ci sono degli aspetti di questa tragedia che vanno visti in una chiave un po’ diversa, cioè non è uno che ha ucciso a mano armata, non so. So che Giulia andava fuori con lui tranquillamente, fino a quel sabato so che non le ha toccato neanche un capello. Quindi lei era tranquilla quando usciva, lei non aveva questi timori”, ha aggiunto.
“L’unica spiegazione potrebbe essere questa, non è una cosa razionale. Una persona che ami, che porti a casa… Un bene così non può sfociare in una tragedia del genere – ha aggiunto Nicola Turetta -. Ha ucciso il suo angelo praticamente, quella che lui amava. È un ragazzo che comunque a 21 anni è un bambino, è fragili. Anche io avevo le mie crisi ma questi ragazzi mi sembra che appena gli togli qualcosa crollano oppure fanno questi atti così violenti. Qui entriamo nel ramo della psicologia e io non so, bisognerebbe capire come aiutarli a uscire quando hanno queste cose”, ha spiegato Nicola Turetta.
Domani mattina è fissato l’interrogatorio di Filippo Turetta in carcere da parte del pm. I prossimi giorni saranno decisivi per far luce sull’omicidio di Giulia Cecchettin.
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