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Capranica - Ad Acquapendente un'altra persona non aveva il necessario certificato medico per detenere armi - Tutti e due finiscono nei guai

Gli rubano in casa ma i carabinieri scoprono fucili da caccia non denunciati

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Carabinieri

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Capranica – Furti e liti. Scattano i controlli dei carabinieri sulla detenzione di armi. Due persone finiscono nei guai.

“Prosegue senza sosta l’attività di controllo e monitoraggio sulle armi da parte dell’Arma dei carabinieri nella Tuscia – fanno sapere i carabinieri in una nota – le costanti verifiche hanno consentito ai militari, negli ultimi giorni ed in due diverse località della provincia, a seguito di alcuni episodi che hanno visto l’intervento dei presidi locali dell’Arma, riscontrare due situazioni di violazione alle normative previste in materia di armi.

A Capranica, i carabinieri della stazione, intervenuti per un furto in abitazione, hanno però scoperto che il proprietario deteneva diverse armi da caccia e le relative munizioni, rubate dai ladri insieme al resto della refurtiva senza, però, avere mai ottemperato all’obbligo di denuncia all’autorità di pubblica sicurezza. Oltre al danno la beffa, quindi, per l’uomo che i militari non hanno potuto far altro che segnalare all’autorità giudiziaria.

Ad Acquapendente, dopo una banale discussione tra due cittadini, uno dei due ha contendenti ha minacciato l’altro. La lite ha spinto alcuni cittadini che avevano assistito a chiamare i carabinieri della stazione. Quando sono intervenuti, i militari hanno placato gli animi e proceduto agli accertamenti di rito che, come sempre, comprendono anche delle accurate verifiche sulle armi eventualmente detenute.

Per l’uomo che aveva proferito la minaccia, ciò è bastato per far scoprire ai carabinieri di Acquapendente che lo stesso non era provvisto del prescritto certificato medico, come risaputo necessario per la detenzione di qualsiasi arma. È norma, in questi casi, procedere al ritiro cautelare delle armi, anche per evitare eventuali gesti sconsiderati”.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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20 novembre, 2023

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