Il generale Roberto Vannacci
Viterbo – “Il Mein Kampf di Hitler è un libro che deve essere letto e studiato nelle scuole perché è una fonte storica”. Risponde così il generale Roberto Vannacci a chi ha accostato il suo libro, Il mondo al contrario, al saggio autobiografico nel quale Adolf Hitler, nel 1925, espose il suo pensiero politico, delineando il programma del Partito nazista. Un libro, quello di Vannacci, molto contestato per le sue prese di posizione in particolar modo sulla comunità Lgbtq e gli immigrati. Decisamente critico nei suoi confronti anche il ministro della Difesa Guido Crosetto.
Ieri sera alle 6, alle Terme dei papi, la presentazione della pubblicazione del generale organizzata dall’ex senatore della Lega, passato poi in Forza Italia, Umberto Fusco. Un’ora prima la conferenza stampa con i giornalisti.
“Non possiamo fare censure – ha detto Vannacci -. Per degli studenti che studiano storia, soprattutto a livello avanzato, il Mein Kampf va contestualizzato”.
In conferenza stampa, durante la quale sono state rivolte al generale alcune domande, Vannacci ha poi commentato che il suo è “un libro è contestato perché chi lo contesta non lo ha letto. La stampa con me è stata superficiale. Devo inoltre a Pucciarelli e a Cazzullo il successo del mio libro. E credo che all’inizio nemmeno se ne siano accorti”.
Viterbo – Umberto Fusco e Roberto Vannacci
Generale Vannacci, il ministro della difesa è stato molto critico nei suoi confronti, al punto da convocarla e chiedere che fosse spostato ad altro incarico nell’Esercito. Secondo lei anche Guido Crosetto non ha letto il suo libro, è stato superficiale e le ha fatto pubblicità?
“Crosetto è il mio ministro e a lui sono legato da un rapporto di fiducia, onore e disciplina. Non commento le sue parole. Detto ciò, non è stato lui a convocarmi, ma io che ho chiesto rapporto per spiegare le mie ragioni e in che modo mi fossi mosso. Come si fa quando si crea un misunderstanding tra una persona e l’altra. Dopodiché, quello che ci siamo detti in quell’incontro lo sappiamo solo io e il ministro. Chiunque abbia millantato di sapere, e purtroppo lo hanno fatto, non ha nessuna idea di cosa sia accaduto. Posso dire che durante quell’incontro c’è stata una sincera e ruvida conversazione tra me e il ministro, perché io provengo da una caserma e non posso essere fronzoloso e lui è una persona abbastanza ruvida. Ci siamo parlati in maniera diretta e sincera. E devo dire che mi sono sentito tutelato da quelli che sono stati i provvedimenti presi dalla difesa”.
Perché?
“Intanto sono stato destituito né rimosso dall’incarico, ma sono stato avvicendato. È stata indetta un’inchiesta sommaria che per me è garanzia di legalità e di un esame chiaro e scevro da qualsiasi faziosità rispetto a quello che è successo. Se invece avessimo dovuto dare retta ai processi di piazza e alle richieste fatte nei primissimi giorni da moltissimi esponenti della politica e dall’informazione io sarei stato bruciato sul rogo in piazza a partire dal secondo giorno. Invece, questa inchiesta sommaria, che è fatta per evidenziare i fatti reali, è garanzia di tutela nei miei confronti. Non è ancora terminata, che io sappia, e quando sarà finita vedremo”.
Che vuole dire “inchiesta sommaria”?
“Significa che a mio carico non c’è nessun procedimento disciplinare. L’inchiesta serve esclusivamente a spiegare e a capire cosa è successo. Quando terminerà l’inchiesta ci saranno delle proposte di provvedimento. Ma non devono essere per forza provvedimenti disciplinari. Possono essere provvedimenti ordinativi, legislativi. Qualcuno potrà dire anche che l’articolo 1472 va cassato. Si tratta dell’articolo che garantisce ai militari di pubblicare qualsiasi cosa, tranne questioni di servizio, questioni segrete e propaganda politica. Oppure potrebbero dire che l’articolo è giusto e che va aggiustata qualche altra cosa. Un esame a tutto tondo per capire se ci sono state delle cose sbagliate e quali sono i correttivi da porre in essere. Il ministro si è espresso dicendomi che sarò mandato ad altro incarico, ma era un’espressione positiva, non negativa. Sono stato messo a disposizione proprio per consentirmi di dedicarmi all’inchiesta sommaria in corso senza avere il fardello del comando. Un provvedimento dovuto, giusto e corretto. Probabilmente nelle prossime settimane mi verrà dato un nuovo incarico e potrò continuare a fare il mio lavoro come sto facendo adesso”.
Viterbo – L’incontro di presentazione del libro del generale Vannacci
Cosa ne pensa dell’accordo raggiunto tra i governi italiano e albanese in merito all’immigrazione?
“Non esprimo né critiche né apprezzamenti su quello che riguarda le istituzioni e il governo in carica. Quello che posso dire è quello che ho già scritto nel libro, vale a dire che ci sono tantissimi paesi europei, Inghilterra in testa, poi Danimarca e Svezia, che hanno stipulato accordi con altri paesi per gestire in maniera più pragmatica possibile il problema dell’immigrazione. Quindi non saremmo noi i primi. Parlando poi non di quello che ha fatto il governo Meloni ma di quello che sta succedendo in Europa, una soluzione pragmatica va ricercata. Non possiamo continuare ad accettare tutti gli immigrati che vogliono venire da noi. Quanti ancora ne accetteremo, 10 milioni, 100 milioni, 500 milioni? È meglio porci dei limiti adesso per accettare in futuro chi ha veramente bisogno oppure accettare tutti adesso e a un certo punto chiudere le porte perché non c’è più la capienza? Dopodiché mi risulta che l’80% di questi immigrati siano immigrati economici, quindi persone che cercano di migliorare la propria condizione sociale ed economica. Però questo va a discapito di qualcun altro. Dobbiamo invertire la rotta. In Australia, che è un paese democratico, ci si va solo con il visto. E potrei dire la stessa cosa della Russia”.
Viterbo – Il generale Roberto Vannacci alle Terme dei papi
Lei ha lavorato anche in Russia, che idea si è fatto di questo paese?
“La Russia è un paese eccezionalmente complesso, che ha una storia lunga e travagliata e che spesso noi approcciamo senza conoscere nel dettaglio. Ha poi una popolazione fiera. Una popolazione che difficilmente negozia o ritratta. E prima di trattare con i russi bisognerebbe fare un giro a Volgograd, la vecchia Stalingrado”.
Per quale motivo?
“Perché a Volgograd ci si rende conto che cosa è disposto a fare il popolo russo per tenere una città che aveva solo un’importanza ideologica. Quando uno si imbatte nei cimiteri e nei monumenti ai caduti che ci sono a Volgograd, dove sono morti un milione e trecentomila russi e un milione di tedeschi, si rende conto che probabilmente un approccio duro con i russi può portare alle stesse cose che sono successe nel passato, ossia a un irrigidimento”.
Daniele Camilli
Articoli: Roberto Vannacci: “L’Arcigay me lo venga a dire di persona che sono socialmente pericoloso” – Arcigay: “Vannacci a Viterbo un evento socialmente pericoloso, il suo libro finalizzato alla discriminazione delle minoranze sessuali” – Il generale Roberto Vannacci a Viterbo di Giuseppe Ferlicca – Fusco: “L’arrivo del generale Vannacci sta generando molto interesse”
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY