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Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne - Da Andrea Landolfi a Mirko Tomkow a Daniele Nuomi, passando per i casi che hanno fatto meno rumore pur comportando condanne per gli imputati - Un bilancio

Un anno di condanne tra femminicidi, padri killer, buttafuori stupratori…

di Silvana Cortignani
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Matias Tomkow con il padre Mirko

Mirko Tomkow col figlioletto che ha ucciso il 16 novembre 2021 a Vetralla dopo l’allontanamento dalla moglie


Viterbo – Violenza sulle donne, due condanne definitive nella Tuscia, per omicidio e violenza su minore, confermate dalla cassazione a pochi giorni l’una dall’altra, alla vigilia del 25 novembre, giornata internazionale di sensibilizzazione per l’eliminazione di una piaga che dal primo gennaio ad oggi ha fatto registrare solo in Italia oltre cento vittime, mentre nella Tuscia son già oltre sessanta, nello stesso periodo, i casi trattati dai carabinieri. C’è poi la conferma dell’ergastolo al padre che ha ucciso il figlioletto a Vetralla dopo l’allontanamento dalla moglie e un bilancio di alcune delle condanne inflitte tra gennaio e novembre 2023 per reati commessi ai danni di donne a Viterbo e provincia. 

Andrea Landolfi. Due condanne definitive nel Viterbese. La prima è quella per omicidio volontario di Andrea Landolfi, l’ex pugile romano 33enne condannato a 22 anni di reclusione in terzo grado dalla cassazione, il 9 novembre, per il femminicidio della fidanzata 26enne Maria Sestina Arcuri, risalente alla notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019, quando la vittima è precipitata dalle scale di casa della nonna a Ronciglione, dove la coppia stava trascorrendo il weekend con l’anziana e il figlioletto dell’imputato. 

Daniele Nuomi. L’altra, del 21 novembre, è la condanna definitiva a 16 anni di reclusione dell’ex buttafuori Daniele Nuomi, il 23enne di Pomezia accusato di violenza sessuale su una diciassettenne, sequestro di persona, rapina e lesioni, con l’aggravante della crudeltà. Reati commessi a dicembre 2019, per cui è stato arrestato durante il lockdown della primavera 2020.

Mirko Tomkow. Lo scorso 27 giugno, invece, è stato confermato in appello l‘ergastolo al padre omicida Mirko Tomkow, condannato per avere ucciso il figlioletto di dieci anni, il 16 novembre 2021 a Vetralla, e per maltrattamenti aggravati in famiglia nei confronti della moglie dalla quale, a settembre, era stato allontanato nonostante lei non avesse voluto sporgere denuncia. L’efferato assassinio del figlioletto sarebbe scaturito dalla sua sete di vendetta. Secondo l’accusa, se non si fosse addormentato ubriaco dopo il delitto, avrebbe forse ucciso anche la donna e dato fuoco con la benzina che aveva con sé ai cadaveri e alla casa.


Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri

Andrea Landolfi condannato in via definitiva a 22 anni per il femminicidio della fidanzata Maria Sestina Arcuri


Tre volte in ospedale in cinque mesi. Sempre a novembre, è stato condannato a un anno di reclusione in primo grado per lesioni un uomo residente in un centro dei Cimini finito agli arresti domiciliari il 22 aprile 2022, dopo avere mandato per ben tre volte in ospedale la ex – con prognosi da pochi giorni a diverse settimane – nel corso di una relazione durata appena cinque mesi. L’avrebbe picchiata la prima volta quando era incinta del bimbo successivamente perso per altre cause, poi in casa dopo averla presa per il collo e infine in macchina mentre era alla guida.

Bastonate la notte di Halloween. Negli stessi giorni è stato condannato a un anno e mezzo di reclusione in primo grado per lesioni aggravate un trentenne viterbese che la notte di Halloween del 2021 picchiò la ex con un manico di scopa, dopo averla terrorizzata, qualche mese prima, dando fuoco in giardino ai suoi effetti personali quando lei, incinta, aveva deciso di lasciarlo, aspettando fuori i genitori cui aveva chiesto di andare a prenderla. 

Legnate a moglie e figlioletti. Lo scorso settembre è stato condannato in primo grado a due anni e otto mesi di reclusione un 33enne d’origine dominicana residente a Viterbo, che tra il 2017 e il 2020 avrebbe bastonato con un legno del camino la moglie e i figlioletti di pochi anni, costringendo la donna a rapporti sessuali con la forza, dandole della “cagna maledetta”.

Segregata e schiavizzata nell’agriturismo. Sempre a settembre è stata confermata in appello la condanna a quattro anni di reclusione per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale di un imprenditore agricolo 43enne di Tuscania, accusato dalla ex di averla segregata e schiavizzata nell’agriturismo dove la coppia ha convissuto tra il 2014 e il 2015.

Perdonato ma condannato. È stato invece condannato a un anno e otto mesi di reclusione in primo grado all’inizio di luglio un 49enne, che era stato arrestato per maltrattamenti in famiglia dai carabinieri il 12 agosto 2022, nonostante la compagna 37enne abbia nel frattempo ritirato la querela lo abbia perdonato e sia tornata a vivere con lui. Gli è stata però concessa la sospensione condizionale della pena.


Tribunale di Viterbo - La panchina rossa inaugurata il 25 novembre 2022

Tribunale di Viterbo – La panchina rossa inaugurata il 25 novembre 2022


Minacce di morte per la reversibilità. A giugno è stato condannato a 2 anni e tre mesi di reclusione in primo grado un 42enne di Vetralla che era stato già condannato a un anno di carcere per maltrattamenti in famiglia, sempre ai danni della ex moglie, che successivamente se lo era ripreso in casa, e che avrebbe quindi minacciato di uccidere per ottenere la pensione di reversibilità quando lei, a gennaio 2021, si era decisa a troncare definitivamente il rapporto. 

Minacciata di omicidio-suicidio. A fine maggio è stato condannato in primo grado a due anni di reclusione un 48enne di Viterbo accusato di maltrattamenti, tra il 2018 e il 2021, per avere, tra l’altro, rotto il naso alla ex 32enne con una testata e averla minacciata di uccidersi e ucciderla, convincendola a sporgere querela, temendo per la sua vita e per il figlioletto avuto dall’imputato. 

Inferno per compagna e suocera. Lo scorso 30 marzo è stato invece assolto per totale vizio di mente, ma “condannato” a due anni di ricovero in una Rems, un imputato finito in carcere il 12 agosto 2022 per avere aggredito moglie e suocera, devastandone l’abitazione. La convivenza con la vittima sarebbe durata sei mesi, durante i quali avrebbe aggredito quotidianamente la compagna scagliandosi anche contro la madre che interveniva per difendere la figlia. I vicini di casa della donna avrebbero sentito tutti i giorni urla e pianti provenire dall’abitazione. 

Maltrattamenti dopo uxoricidio. Sempre a marzo, è stato condannato a 4 anni di reclusione in primo grado per maltrattamenti in famiglia Massimiliano Marino, un ex uxoricida che pochi mesi dopo avere finito di scontare in carcere una condanna a 18 anni per l’uccisione della moglie, ammazzata il 24 dicembre 2014 a Cerveteri, si è fatto arrestare a Viterbo, la notte tra il 10 e 11 giugno 2021, per maltrattamenti in famiglia ai danni di una viterbese finita al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle con una prognosi di dieci giorni dopo che se lo era preso in casa nonostante il suo passato.

Padre-padrone denunciato da figlia. Per avere minacciato di morte moglie e figlia, lo scorso 11 gennaio, è stato condannato a 3 anni e mezzo di reclusione in primo grado per maltrattamenti aggravati in famiglia il padre-padrone denunciato dalla figlia sedicenne un giorno che, temendo il peggio, ha chiamato i carabinieri.  Era il 3 giugno 2020, in piena emergenza Covid. Finché era piccola si sarebbe limitato a riempire di botte la moglie. Una volta cresciuta, si sarebbe avventato anche su di lei che difendeva la madre, davanti alla sorellina piccola costretta ad assistere a percosse e scenate. Per scongiurare una tragedia, la minorenne è arrivata a nascondere tutti i coltelli che c’erano in casa. 

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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25 novembre, 2023

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