Viterbo – Maltrattava da un anno e mezzo la compagna con cui aveva avuto una figlia, arrestato dalla polizia.
“Nel pomeriggio di lunedì personale della polizia della squadra mobile della questura di Viterbo – fanno sapere dalla polizia in una nota – ha dato esecuzione all’ordinanza del giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Viterbo della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un 27enne di nazionalità romena residente a Viterbo, per maltrattamenti e lesioni aggravate nei confronti della compagna, reati commessi nel capoluogo dal 2022.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Viterbo, scaturiva dalla denuncia presentata dalla vittima nei giorni scorsi, che riassumeva una situazione domestica diventata ormai insostenibile.
Difatti, le problematiche di coppia erano già note alle forze dell’ordine, per via dei numerosi interventi effettuati dai nuclei volanti scaturiti da altrettante chiamate al 112. Nonostante si fossero verificate diverse azioni violente e conseguenti lesioni a carico sia della persona offesa che del presunto reo, anche in presenza della loro figlia minore, non era mai stata presentata alcuna querela.
La situazione, invece, è mutata alcuni giorni fa a seguito della denuncia presentata dalla vittima, esasperata dal ripetersi dei litigi, ancorché la relazione era da qualche tempo terminata. Sono state pertanto raccolte alcune testimonianze che hanno portato all’emissione del provvedimento cautelare, immediatamente eseguito dai poliziotti.
Il 27enne, già gravato da un avviso orale del questore di Viterbo del 2021 nonché da numerosi pregiudizi di polizia, è stato rintracciato sul luogo di lavoro e arrestato con conseguente accompagnamento presso il domicilio scelto, nonché con l’applicazione del braccialetto elettronico.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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