Viterbo – “Aids a Viterbo, il problema è entrare nelle scuole superiori, soltanto alcune mostrano una certa sensibilità. Ma tutte, anche quelle più attente non vogliono la distribuzione dei preservativi per un sesso sicuro”. A dirlo è Giancarlo Mazza, presidente dell’Altro circolo-centro culturale di iniziativa omosessuale che lo scorso fine settimana alla pensilina del Sacrario, ha organizzato una tre giorni, dal primo al 3 dicembre, in occasione della Giornata mondiale contro l’Aids.
“Una tre giorni – ha sottolineato Mazza – disertata dalle scuole di Viterbo, nonostante noi le avessimo invitate tutte”. Un’iniziativa di sensibilizzazione per informare le persone sull’Hiv e fare anche un test all’interno del camper della Croce Rossa italiana posizionato su piazza Martiri d’Ungheria. “I test fatti – ha precisato poi Mazza – sono stati in tutto 11”.
Viterbo – Il presidente dell’Altro circolo Giancarlo Mazza
“Soltanto un paio di scuole superiori di Viterbo sono attente al problema – prosegue il presidente dell’Altro circolo -. Le altre, semplicemente non ci danno retta. Comunque sia, una volta abbiamo avuto l’ok per fare un’iniziativa all’interno di una di queste, tramite un’associazione studentesca. Ci hanno detto che andava bene tutto, brochure e fiocchi rosa, ma non i preservativi. Quelli assolutamente no. Contrariamente all’università della Tuscia dove sono ormai un paio di anni, a Santa Maria in Gradi e al Riello, che sensibilizziamo studenti e studentesse sul problema dell’Aids e la necessità di un sesso sicuro distribuendo montagne di profilattici”.
Viterbo – La tre giorni contro l’Aids
Eppure a Viterbo l’Aids c’è. Secondo i dati della Asl sono oltre 450 i viterbesi positivi, 24 in più rispetto al 2022.
“L’epidemia da Covid19 ha monopolizzato negli ultimi anni l’attenzione dell’opinione pubblica e assorbito ingenti risorse, con un forte impatto anche sulla sanità viterbese. Ci sembra comunque importante ricordare – ha spiegato Luciano Caterini che dirige unità operativa di malattie infettive, centro di riferimento dell’ospedale Belcolle di Viterbo – come la nostra popolazione conviva tuttora con un’infezione ancora endemica e di cui ormai poco si parla: l’infezione da Hiv, alla quale sono da attribuirsi, nell’ultimo triennio, in media 16 nuovi casi per anno tra i soli residenti nella nostra provincia. Un dato in lieve crescita se si considera che nel 2022, ultimo anno di rilevazione di cui è disponibile il dato completo al 31 dicembre, i nuovi casi sono stati 24”.
“Da circa un anno – ha proseguito il direttore di Malattie infettive di Belcolle -, con la disponibilità di farmaci long-acting, ad azione prolungata, i nostri servizi provvedono alla somministrazione dei nuovi farmaci per i quali è richiesta la modalità iniettiva. Come è ormai caratteristico dell’epidemiologia in un Paese di tipo occidentale, anche il dato epidemiologico italiano e quello locale viterbese evidenzia una certa stabilizzazione del numero dei contagi negli ultimi 10 anni, ma con uno spostamento ormai marcato del contagio dall’ambito della tossicodipendenza da eroina a quello dei rapporti sessuali, con un elevato numero di contagi tra omosessuali maschi e una prevalente diffusione del virus Hiv nella popolazione maschile di età compresa tra i 30 e i 40 anni. In particolare, nella popolazione residente, 4 contagi su 5 sono ormai da ascriversi a carico della popolazione maschile. Non così la popolazione recentemente immigrata accolta nella nostra provincia, dove le donne rappresentano ancora fino al 40% dei contagi osservati”.
Viterbo – La tre giorni contro l’Aids
La precocità della diagnosi riveste una grande importanza, non solo perché consente di intervenire sul decorso della patologia prima ancora che si manifestino i danni immunologici più gravi, ma anche perché un precoce ed efficace controllo della replicazione virale riduce marcatamente o annulla l’infettività del soggetto. Una terapia precocemente e continuativamente assunta rappresenta dunque la più efficace risorsa anche per la riduzione del numero dei contagi da Hiv e delle correlate patologie. Di qui la possibilità di assumere, a determinate condizioni, una terapia antiretrovirale anche da parte di un soggetto sano in regime di profilassi antiretrovirale, la cosiddetta Prep.
Viterbo – Camper della Croce Rossa italiana fuori dalla pensilina in occasione della tre giorni contro l’Aids
“Resta prioritario – ha concluso Luciano Caterini – l’accesso al test anti Hiv che solo consente un inizio precoce della terapia, in grado di ridurre segnatamente la trasmissibilità del virus. Nessuna circostanza di rischio potenziale di contagio dovrebbe essere sottovalutata. In particolare rapporti sessuali occasionali, rapporti con partner di cui non è nota la condizione sierologica, più ancora se rapporti senza utilizzo di profilattico. È infatti un grave errore attendere i primi sintomi i quali sono quasi sempre tardivi ed espressivi di un danno immunologico già avanzato. Il test anti Hiv resta uno strumento centrale nella lotta all’Aids, accessibile in forma riservata e gratuita anche direttamente presso gli ambulatori di Malattie infettive, Blocco D, piano 0, dove può essere richiesto dall’interessato, senza necessità di prescrizione da parte del medico di medicina generale o di prenotazione, secondo il seguente orario: dal lunedì al venerdì, dalle ore 11,30 alle 13,30, e dal martedì al giovedì dalle ore 15 alle 16,30″.
Daniele Camilli
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