Viterbo – (a.c.) – Chirurghi maxillo-facciali a convegno sabato 2 dicembre al centro culturale di Valle Faul. L’iniziativa, curata dal responsabile scientifico Claudio Rinna, ha portato a Viterbo professionisti da tutto il centro Italia, che si sono confrontati sui nuovi sviluppi della branca maxillo-facciale in un approccio multidisciplinare con medici di altre specializzazioni.
Il convegno era intitolato “La chirurgia maxillo-facciale da La Sapienza all’Italia centrale” e nel corso della giornata sono intervenuti diciassette relatori, provenienti da università o strutture sanitarie di Viterbo, Roma, L’Aquila, Terni e Siena.
Presidente onorario dell’evento era Giorgio Iannetti, a cui è stato dedicato tutto il ciclo di lavori. “Il professor Iannetti – spiega Rinna – è forse la figura più importante della chirurgia maxillo-facciale nel centro Italia. Dai suoi corsi universitari alla Sapienza sono cresciuti allievi che ora lavorano in giro per il Paese, molti dei quali erano presenti sabato a Viterbo per omaggiarlo. L’abbiamo visto sinceramente emozionato per questo”.
“Uno dei principi fondamentali del lavoro di Iannetti, e dunque anche nostro, è mantenere la chirurgia maxillo-facciale in un sistema di complementarietà con le altre branche della medicina – continua Rinna -. Il maxillo-facciale lavora in collaborazione con otorini, neurochirurghi, odontoiatri e oculisti in tutte le possibili patologie che riguardano l’area della testa e del collo”.
Il responsabile scientifico del convegno di Valle Faul si dice “molto soddisfatto per l’altissimo livello scientifico delle relazioni e del dibattito” e coglie l’occasione per illustrare lo stato dell’arte. “Grazie all’uso di nuove tecnologie e materiali, oggi è possibile fare interventi semplicemente impensabili un tempo. Nella nostra struttura di Viterbo è stato preziosissimo il sostegno della Carivit, che ci ha donato una stampante 3D grazie a cui possiamo stampare un modello di cranio e simulare gli interventi. Sempre grazie a Carivit, abbiamo anche un software che ci permette di programmare gli interventi su pazienti malformati, per vedere in anticipo i risultati dell’operazione. Inoltre abbiamo sviluppato un sistema di cura per pazienti disabili, che sono, loro malgrado, poco collaborativi”.
Rinna, poi, prende in prestito delle parole dall’intervento di sabato di Iannetti per esprimere un concetto a cui tiene particolarmente. “Il professore ha detto che le persone non devono spostarsi da Viterbo a Roma per usufruire della sanità, a meno di casi eccezionali, e ha ragione. Spesso le potenzialità dell’ospedale di Belcolle sono sottovalutate o addirittura ignorate dai viterbesi stessi. Purtroppo tende a passare il messaggio delle problematiche strutturali, che esistono, ma non quello delle eccellenze nei vari reparti, non solo nel maxillo-facciale. A Viterbo si fanno degli interventi di una complessità straordinaria, è un ospedale all’avanguardia in tanti ambiti”.
Alessandro Castellani
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