Viterbo – “Genius Loci, in città lo spazio narrato di Publio Muratore”. L’assessore alla cultura Alfonso Antoniozzi. Questa mattina, in sala d’Ercole a palazzo dei Priori, la presentazione della mostra dedicata all’artista viterbese. Lo spazio narrato, la scenografia nell’opera di Publio Muratore.
Dal 9 dicembre al 6 gennaio, al ridotto del teatro dell’Unione. Il vernissage il 9 dicembre alle 16.
“Andiamo avanti con la narrazione del Genius Loci – ha detto Antoniozzi – per raccontare quello che ha fatto la nostra città dal punto di vista artistico e culturale. Quella di Muratore è una produzione vastissima. Con la mostra ci concentriamo sul suo lavoro al Teatro dell’Opera di Roma”.
Luigi Portoghesi, Maria Teresa Muratore, Alfonso Antoniozzi e Francesco Cima
Assieme ad Antoniozzi, questa mattina c’erano anche l’organizzatrice della mostra, Maria Teresa Muratore, Luigi Portoghesi di Omnia Tuscia e Francesco Cima, presidente Lions club Viterbo.
“Quest’anno – ha sottolineato Muratore – ricorre il 25esimo anno della morte di mio padre. Una mostra nel ridotto del teatro dell’Unione. Una mostra sulla scenografia. Un modo per uscire dalla scenografia del teatro ed entrare in quella dei bozzetti in mostra. Scenografia che ha caratterizzato tutta l’opera di Muratore. In mostra anche una parte riguardante lo studio del corpo umano in movimento”.
Alfonso Antoniozzi
“L’obiettivo – ha aggiunto Portoghesi – della nostra associazione è far conoscere il territorio al di fuori dei confini nazionali. E così faremo anche per la mostra dedicata a Publio Muratore”.
“Muratore – Cima – è stato un nostro iscritto e partecipiamo alla mostra per dare il nostro contributo alla diffusione della cultura viterbese”.
Maria Teresa Muratore
La mostra è curata da Vincenzo Publio Mongiardo ed è dedicata alla memoria del professor Giorgio Felini. La mostra è inoltre patrocinata e promossa dal comune di Viterbo e Omnia Tuscia, con il contributo della fondazione Carivit e del Lions club Viterbo.
Nato nel 1918, Publio Muratore si diploma in scenografia e decorazione murale nel 1948 all’Accademia di Roma e all’Accademia di belle arti di Perugia. L’inizio della sua carriera si divide tra la scenografia a Roma, con il teatro dell’Opera e Cinecittà, e i primi affreschi in chiese del Lazio, Capranica e Ronciglione, oltre alla volta del teatro di Amelia.
Luigi Portoghesi
Nel 1951 inizia la carriera dell’insegnamento di disegno e storia dell’arte. L’artista muratore può essere considerato una figura poliedrica, figlia delle antiche botteghe d’arte. La su produzione si concretizza in una molteplicità di medici, che spaziano dal disegno alla pittura, dalla scultura alla ceramica. Ben presto però la pittura diventa il suo modo espressivo principale, dagli affreschi alle tele, protagoniste fin dalla sua prima mostra nel 1948 a Ronciglione. Dal 1960 inizia ad esporre all’estero nell’ambito di personali e collettive, ricevendo numerosi premi.
Francesco Cima
La pittura lo accompagnerà sempre. L’olio a spatola diventerà la sua cifra principale, con una produzione vastissima e uno stile peculiare, figurativo ma tendente all’astrazione, con quel rilievo che nasce dalla spatola e che sembra creare una spazialità che emerge dal supporto invitando lo spettatore ad entrare nella scena.
Daniele Camilli
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