Tarquinia – Riceviamo e pubblichiamo – “Tosoni, un uomo solo al comando, maggioranza cercasi”.
Il titolo spiega già bene tutto, anche il fatto che Tosoni non abbia percepito la gravità della situazione e non si dimette. Prima ancora di quelle del presidente Tosoni bisognerebbe chiedere le dimissioni di tutti i consiglieri di maggioranza che hanno disertato il consiglio dell’Università Agraria per l’approvazione del bilancio, poi subito dopo appunto quelle di Tosoni.
Sicuramente era prevedibile già in campagna elettorale tutto ciò che sta accadendo oggi, anzi ancora prima, nel consumarsi del balletto che ha portato alla candidatura di Tosoni come presidente, la condivisione nel centrodestra non sembrava certo compattarsi su Tosoni, infatti, ricordiamo che tra un veto e l’altro è sbucata anche una paventata candidatura del tutto autonoma da parte di FdI.
Il buon Tosoni si era compiaciuto di aver “ricucito” ma, tapino, non immaginava cosa gli sarebbe aspettato nel prosieguo e di quanto ago e filo avrebbe avuto bisogno. Abbiamo passato un anno tra annunci trionfalistici e autocompiacimenti che potevano apparire, o volevano, come la dimostrazione di un gruppo coeso e interessato “soltanto al bene dell’ente”.
“Il bene dell’Ente e di Tarquinia” una leit motive della quale la maggioranza ha abusato anche per temi d’interesse minore e di mera finalità propagandistica, della serie basta andare sui giornali, ma amministrare l’ente è altra cosa, ci sono precisi appuntamenti nei quali ciò si dimostra.
Abbiamo assistito a sedute di consiglio disertate dalla stessa maggioranza, in programma c’era però l’approvazione del bilancio cioè l’atto più importante dal punto amministrativo, certamente l’atto con il quale si costata la coesione del gruppo di maggioranza ma anche, triste doverlo dire, la serietà individuale di chi si candida ad amministrare la cosa pubblica. E’ grave giocare con l’approvazione del bilancio dell’ente, è grave difendere il documento di bilancio e non presentarsi per votarlo, in definitiva stiamo assistendo a un utilizzo vergognoso dell’ente Università Agraria, in gioco, la regolazione di conti politici grazie alla dignità scarsa o assente di alcuni, non resta che questo da pensare.
Ci viene da fare veramente un’ultima riflessione e questa è importante farla bene, chiederci com’è possibile che alcune persone possano essere così inaffidabili e, pericolosamente, inadatte a ricoprire certi ruoli per i quali hanno avuto la fiducia dei cittadini.
Magari la stessa fiducia si vorrà chiederla ancora alle prossime elezioni comunali, con la speranza che il cittadino, ancora una volta abbindolato da chiacchiere e magari un pizzico di “prima i Tarquiniesi” che non guasta mai, li voti distrattamente. Certo sarà difficile giocare sulla distrazione perché il cittadino lo freghi una volta……e come dicono a Tarquinia, daie e daie poi ci senti.
Alberto Blasi
Coordinatore Azione Tarquinia
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