Viterbo – “La sindaca Chiara Frontini si dovrebbe vergognare per quello che ha fatto. Vergognare con me e con i tifosi. E hanno anche chiesto soldi su un bene della regione e a me sul Pnrr”.
Piero Camilli
L’imprenditore Piero Camilli va giù duro contro l’amministrazione comunale. Doveva essere lui il principale sponsor della rinascita della prima squadra cittadina.
La questione è quella della gestione dello stadio di calcio Rocchi e della manifestazione di interesse andata a vuoto.
Questa mattina la conferenza stampa al Bistrot di via Cavour, dopo le interviste di Tusciaweb all’assessore allo sport Emanuele Aronne e al coordinatore comunale di Forza Italia, Giulio Marini.
“C’è stata una volontà politica – ha detto Piero Camilli – nel non dare il Rocchi alla Fc Viterbo e a Camilli. E sulla questione della manifestazione di interesse, una volta andato a vuoto il bando, potevano benissimo riaprirlo. Oppure andare a una trattiva privata. Ma gli faceva comodo andare avanti come hanno fatto”.
Viterbo – La conferenza sullo stadio Rocchi di Piero Camilli – Alcuni sindaci della Tuscia
“A loro – ha inoltre puntualizzato – va bene se le squadre di calcio vanno male. Perchè temono che un imprenditore possa poi spendersi in politica il successo ottenuto con il calcio. Ma non sono io questa persona. Io faccio il sindaco a Grotte di Castro per passione”.
Al Bistrot ci sono anche i sindaci di Bagnoregio, Luca Profili, e di Civita Castellana, Luca Giampieri, così come diversi tifosi e l’ex consigliere comunale Sergio Insogna.
“A Frontini – ha proseguito Camilli – ho dato una mano anche per le elezioni comunali. Me lo ha chiesto direttamente lei. Le ho detto di sì perché è una giovane, ma mi sono pentito. E conosco tanta gente che l’ha votata e che oggi si taglierebbe un braccio”.
Camilli in conferenza stampa dà anche altri dettagli. Il primo. “La manifestazione d’interesse non si poteva fare perché il bene era di proprietà della regione. La questione della proprietà è stata poi risolta grazie ai consiglieri regionali Daniele Sabatini ed Enrico Panunzi, perché loro, l’amministrazione Frontini, con la regione non parla. Non hanno assolutamente capacità amministrativa”.
Il secondo. “Hanno chiesto dei soldi su un bene che è della regione – ha sottolineato Camilli – e non lo potevano fare. Hanno chiesto 13 mila euro. Ho detto però che andava bene. Poi si sono aggrappati sugli specchi e hanno tirato fuori la questione dell’Agenzia delle entrate. Se me lo avessero detto quei soldi all’Agenzia li avrei pagati io oppure avrei fatto una fideiussione”.
Infine, il terzo, il Pnrr di quasi tre milioni di euro sul Rocchi. “Potevano annullare la manifestazione di interesse e riaprire il bando – ha ribadito più volte Camilli -, ma gli faceva comodo andare avanti così. Perché c’era la polpetta avvelenata del Pnrr. La sindaca mi aveva detto che Romano della Viterbese avrebbe messo un milione e mezzo di euro sul Pnrr. Lo hanno chiesto anche a me, però io gli ho detto di no. Ma ho capito anche che sulla questione del Piano nazionale di ripresa e resilienza io davo fastidio”.
Camilli ricostruisce anche, dal suo punto di vista, la vicenda del Rocchi, dall’inizio.
“Sono loro che mi hanno chiamato – racconta l’imprenditore -, per dirmi di dargli una mano. Siamo andati anche a cena. A tavola, oltre a Frontini, c’erano il marito e Aronne. Lì gli ho detto che saremmo ripartiti dall’Eccellenza e che nel giro di tre-quattro anni saremmo di nuovo arrivati in serie C. Poi è iniziata tutta la tiritera con la manifestazione d’interesse e, siccome non sono tonto, ho capito che c’era qualcosa che non andava”.
“Sono loro che mi hanno cercato – rilancia Camilli -. Così come mi hanno cercato da Siena, Terni ed Ascoli. E sono io che ho deciso di scegliere Viterbo, perché qui ci sono nato. Però, quando sento dire ad Aronne che non c’è progettualità sul calcio viterbese, penso che si dovrebbe vergognare. Io ho portato squadre dalla seconda categoria alla serie D, ho portato squadre in serie B. Lui, invece… che cazzo vuole”.
Piero Camilli
Camilli aggiunge anche che poco prima della conferenza stampa avrebbe incontrato Frontini, in prefettura. Dove si sarebbero incrociati. “Ho visto la sindaca due minuti fa e mi ha detto di non esagerare, in conferenza. Di non esasperare lo scontro politico. Ma qui si sta parlando di calcio, non di politica”.
“Un campo sportivo costa milioni di manutenzione – ha commentato inoltre Camilli -. Questi lo vogliono dare a tutti, portarci il rugby, farci il parco del calcio o i concerti, come se fosse un giardino zoologico”.
“Se il percorso sul Rocchi fosse andato in porto, per me sarebbero venuti pure giocatori dalla serie A. A Vignanello no, e lì non posso investire come avrei potuto fare su Viterbo”.
Camilli vira anche sul campo del Pilastro, devastato da atti di vandalismo. “Il Vincenzo Rossi l’ho fatto fare io. E la giunta di Leonardo Michelini fu disponibile a farlo. Poi sbagliarono le misure e non era possibile utilizzarlo appieno. E anche per come è ridotto il Rossi, la giunta Frontini si dovrebbe vergognare”.
Prospettive per il futuro? “Senza una squadra di calcio che si chiama Viterbese – ha concluso Camilli – il calcio a Viterbo non vale niente. Questi sono incapaci veri e per far ripartire il Rocchi saranno dolori. Stiamo in mano a questa gente. Al Rocchi ci balleranno i topi. Con Frontini il discorso è chiuso. Con lei non parlo più. Non sono un pupazzo”.
Daniele Camilli
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