Mistero del dipinto rubato – Le due versioni, con e senza il particolare della candela – Nel riquadro Vittorio Sgarbi
Viterbo – Sgarbi e il mistero del dipinto rubato, l’assessore alla Bellezza si difende: “Trovato in una villa a Viterbo”.
L’assessore alla Bellezza Vittorio Sgarbi torna a far parlare di sé. Al centro della polemica La cattura di San Pietro, del pittore caravaggista Rutilio Manetti. Tela che sul mercato potrebbe valere alcune centinaia di migliaia di euro.
Un caso sollevato dall’inchiesta del Fatto Quotidiano e Report e che coinvolge anche Viterbo. Secondo il giornale e la trasmissione della Rai, l’opera “appare identica a una tela rubata nel 2013”. Ma per l’assessore del capoluogo della Tuscia e sottosegretario alla Cultura, secondo il testo curatoriale firmato da lui stesso, “l’opera proviene da Villa Maidalchina, una residenza nobiliare del viterbese, di proprietà del critico d’arte”.
L’inchiesta sarà trasmessa da Report questa sera e mette in luce diversi aspetti.
L’opera, secondo quanto riportato da Report, è apparsa l’8 dicembre 2021 a Lucca, in una mostra curata da Sgarbi e in cui l’assessore alla Bellezza la presenta come un’opera inedita di sua proprietà. Eppure il dipinto, sempre secondo quanto riporta Report, è “contenuto nella banca dati del nucleo di tutela dei Beni Culturali, in seguito alla denuncia della signora Margherita Buzio”. La signora avrebbe infatti denunciato il furto di un’opera del Manetti che teneva nel castello di sua proprietà.
Vittorio Sgarbi
Secondo quanto ricostruito, “nel febbraio 2013 Margherita Buzio racconta ai carabinieri della Caserma di Vigone (TO) che ignoti si sono introdotti nel castello di sua proprietà e hanno ritagliato e asportato la tela di Manetti. Al suo posto hanno piazzato, con una spillatrice, una pessima foto dell’opera”.
La vittima del furto avrebbe anche dei sospetti su chi possa essere il presunto responsabile. Sempre secondo quanto riportato da Report, “una persona di nome Paolo Bocedi, alcune settimane prima del furto, aveva visitato per due volte il castello, chiedendo di acquistare proprio quell’opera”.
E Report sottolinea che “Paolo Bocedi è uno storico collaboratore e amico di Vittorio Sgarbi”.
Sempre Report, riferendosi all’uomo, aggiunge: “Proprio Bocedi, nella primavera del 2013, consegna per conto di Vittorio Sgarbi un’opera strappata e arrotolata al restauratore”. Restauratore per il quale “la tela è proprio la Cattura di San Pietro di Manetti, la stessa opera rubata al castello di Buriasco ed esposta nel 2021 a Lucca”. Ci sarebbe solo una differenza tra le due opere. “Nel quadro esposto a Lucca – afferma Report – in alto a sinistra appare una candela, che nell’opera consegnata al restauratore non c’era”. Secondo lui “si tratta di un elemento aggiunto dopo il restauro, per rendere l’opera irriconoscibile. Per il resto l’opera di Lucca , secondo il restauratore, è identica a quella da lui restaurata”.
E l’inchiesta prosegue. “Sgarbi, interpellato da Report, ribatte che il dipinto si trovava a Villa Maidalchina, è stato rinvenuto dal critico dentro un interstizio. Ma l’ex proprietario, Luigi Achilli, lo smentisce: la villa da lui ceduta a Sgarbi nel 2000 era abbandonata e completamente spoglia”.
Report aggiunge anche che “Il testo curatoriale della mostra di Lucca spiega anche che la presenza dell’opera nella villa Maidalchina sarebbe certificata da un atto notarile del 1649. Ma Report ha verificato all’archivio di Stato di Viterbo: l’atto seicentesco non fa alcuna menzione dell’opera”.
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