Montalto di Castro – Oltre 1200 firme raccolte. Più di un terzo dell’intera popolazione votante. L’iniziativa promossa dal Comitato per il centro storico di Montalto di Castro, dopo i recenti fatti di cronaca che hanno scosso e turbato la serenità del paese, “è stata un successo oltre ogni aspettativa”. È la presidente del comitato, Stefania Casisole a tirarne le somme.
Montalto di Castro – Raccolta firme del comitato per il centro storico
Quattro giorni di raccolta firma, iniziata domenica scorsa, 2 dicembre, di fronte al palazzo del comune. Simbolo di legalità e presenza delle istituzioni. È proseguita fino a mercoledì mattina tra bar, officine, barbieri e palestre.
“Montalto di Castro non è quello che stiamo vedendo negli ultimi mesi. Non è lo spaccio di droga, non è il degrado, non è la deriva delinquenziale, non è gli incendi appiccati negli appartamenti – spiega la presidente Casisole -. Montalto e il suo centro storico sono bellezza, sono comunità e noi siamo pronti a riprendercele”. Da qui la decisione di una raccolta firme, promossa dal comitato, da accompagnare ad una lettera-appello alle istituzioni in cui si chiede di intervenire e di dare risposte concrete ai cittadini.
Montalto di Castro – Raccolta firme del comitato per il centro storico
“Viviamo un numero crescente di episodi di violenza, talora da spettatori inermi, sempre più spesso da vittime incolpevoli. Riceviamo minacce, subiamo furti e prepotenze, danni alle nostre proprietà, denunciamo, e non succede nulla – si legge in un passaggio della lettera a firma del Comitato -. “Stiamo insegnando ai nostri figli la paura, uscire la sera a Montalto è diventato un atto di coraggio” e ancora “Non sta a noi alimentare la sensazione di pericolo ma il nostro è un grido di allarme, aiutateci”.
“Abbiamo raccolto oltre 1200 firme – sottolinea Casisole con orgoglio -, si tratta di oltre un terzo delle persone aventi diritto al voto e residente in paese. È un risultato straordinario, se si pensa che la maggioranza delle persone che hanno aderito sono giovani. Ventenni o poco più che hanno a cuore il loro paese, che vogliono tornare a respirare sicurezza e tranquillità nelle vie e nelle piazze”. Ma quale sarebbe stata la risposta della popolazione all’iniziativa, era apparso chiaro già domenica scorsa, 2 dicembre, quando è stato allestito il primo banco. “950 firme in tre ore – aveva fatto sapere all’indomani dell’avvio dell’iniziativa il Comitato -. Novecentocinquanta nomi e cognomi, accompagnati da un documento d’identità; novecentocinquanta persone in carne d’ossa, non leoni da tastiera, tanti giovanissimi, che hanno detto con voce pacifica: “adesso basta”.
Montalto di Castro – Raccolta firme del comitato per il centro storico
Di seguito il testo integrale della lettera che il Comitato per il centro storico di Montalto di Castro ha inviato a tutte le istituzioni, dal sindaco al ministro dell’Interno, insieme alle firme raccolte.
“Spettabili rappresentanti delle istituzioni,
scriviamo questa lettera per denunciare con voce forte e ferma l’inaccettabile deriva di delinquenza e criminalità che insiste nel territorio del nostro comune, testimoniata dal numero crescente di episodi di violenza e degrado di cui sono cronaca gli ultimi giorni.
Siamo comitati, associazioni di volontariato e di categoria e cittadini esasperati dalla diffusa percezione di insicurezza; siamo donne e madri preoccupate per la nostra incolumità fisica e per quella dei nostri figli, siamo imprenditori che rischiano di veder vanificati i propri sacrifici, siamo uomini liberi resi ostaggio di una preoccupazione ed ansia crescente.
Montalto di Castro è sempre stata una comunità pacifica, la cui storia anche recente racconta della capacità di accogliere ed integrare, di essere inclusiva e solidale, di far crescere in modo sano le generazioni.
Tutto questo sta venendo messo in discussione ed è inaccettabile. Assistiamo allibiti allo spaccio di stupefacenti che si svolge sotto ai nostri occhi, nelle nostre piazze e nelle nostre strade; siamo in grado di citare, in un elenco comunque non esaustivo, addirittura alcune di esse: scalette di Via Garibaldi, Circonvallazione Vulci, stazione degli autobus, fermata degli autobus su S.R. Castrense, Case Ex-Enel, Pineta Comunale a Marina e altri ancora; conosciamo i visi degli spacciatori e dei pendolari dello sballo che dalle realtà limitrofe si spostano nel nostro territorio per acquistare sostanze illecite; vediamo scene di rovina umana e sociale per i quali proviamo una profonda rabbia ma anche una sincera tristezza.
Viviamo un numero crescente di episodi di violenza, talora da spettatori inermi, sempre più spesso da vittime incolpevoli. Riceviamo minacce, subiamo furti e prepotenze, danni alle nostre proprietà, denunciamo, e non succede nulla. Siamo impotenti e cosa ancora più grave sono impotenti le forze dell’ordine prive degli strumenti e delle dotazioni necessarie per fare fronte, reprimere e allontanare la delinquenza, in questa forma che ha assunto un carattere straordinario ed emergenziale.
Il danno economico è incalcolabile. Il nostro è un comune a vocazione turistica, che specie nel periodo estivo accoglie migliaia di villeggianti e vacanzieri. Intere famiglie del nostro territorio vivono del lavoro nel comparto balneare e dell’indotto che genera. Le umilianti pagine dei giornali e la cattiva comunicazione sui social di questi giorni avvengono nel momento in cui stanno iniziando le prenotazioni per il prossimo anno cagionando un ragionevole calo di interesse per la nostra destinazione e un conseguente quanto drammatico calo di fatturato.
Gli esercizi commerciali e i negozi di prossimità che sono la spina dorsale economica e sociale del nostro quotidiano sempre più spesso subiscono intimidazioni verbali e fisiche, e sempre più spesso hanno come unica soluzione quella di abbassare la saracinesca, riducendo spazi di impresa ma anche di aggregazione e socialità.
Il danno culturale e sociale è ancora maggiore. Stiamo insegnando ai nostri figli la paura, vietiamo loro di frequentare liberamente un paese che per noi è sempre stato a misura d’uomo e di bambino. Vediamo i nostri figli contaminarsi di situazioni e linguaggi da cui abbiamo sempre cercato di proteggerli. Uscire la sera è diventato un atto di coraggio e non una necessità dello stare insieme, dell’essere comunità.
Per questo chiediamo il vostro aiuto e il vostro intervento. Non sta a noi proporre soluzioni e di certo una delle nostre più grandi preoccupazioni è che proprio l’esasperazione porti qualcuno a tradursi da vittima a giustiziere. Non sta a noi interpretare le norme e i codici penali ma non possiamo accettare che l’incompatibilità con il regime carcerario di taluni diventi l’impunibilità nel commettere reati e abusi. Non sta a noi alimentare la sensazione di pericolo ma il nostro è un grido di allarme affinché non si abbiano a ripetere in casa nostra quelle tragedie che solo una volta avvenute hanno portato all’attenzione delle istituzioni, come in recenti casi in cui addirittura il governo è stato chiamato a legiferare decreti d’urgenza.
Siamo certi di incontrare la vostra attenzione e che vengano attuate tutte le possibili azioni per riportare il nostro territorio in una condizione di normale vivibilità.
Da parte nostra siamo pronti a testimoniare con pacifica serenità che Montalto di Castro è fondata su famiglie, persone e realtà sane, capaci di accendere una luce di civiltà nel buio che avanza”.
Barbara Bianchi
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