Viterbo – “Un biglietto unico per visitare i beni culturali del comune e del ministero”. A firmare il protocollo, questa mattina in sala Regia, la sindaca del comune di Viterbo, Chiara Frontini, e il direttore della direzione regionale musei del Lazio Stefano Petrocchi.
Chiara Frontini e Stefano Petrocchi
“Un accordo tra due istituzioni, comune e ministero della cultura – hanno detto Frontini e Petrocchi – per ampliare la rete museale cittadina e far nascere un Sistema museale cittadino di Viterbo”.
In sala regia, assieme a Frontini e Petrocchi, ci sono anche l’assessore alla cultura Alfonso Antoniozzi, don Massimiliano Balsi della basilica di Santa Maria della Quercia, il consulente della direzione regionale musei del Lazio Marco D’Isanto, il docente Unitus, università degli studi della Tuscia, Enrico Parlato e la direttrice dei siti museali nazionali di Viterbo Sara De Angelis.
Possibile anche un aumento del biglietto rispetto a quello attuale “anche se stiamo lavorando – ha detto D’Isanto – per mantenere la stessa soglia”.
Da sinistra, don Massimiliano Balsi, Alfonso Antoniozzi, Chiara Frontini, Stefano Petrocchi, Marco D’Isanto e Sara De Angelis
Grazie all’accordo, entrano a far parte della rete museale cittadina il Santuario di Santa Maria della Quercia, la basilica di San Francesco e il museo nazionale etrusco di Rocca Albornoz, l’unico, quest’ultimo, per cui è previsto un biglietto di ingresso. Tutti e tre sono del ministero della cultura-direzione regionale Lazio. Esclusa invece Villa Lante che dal 2024 entrerà a far parte di un ente autonomo e non sarà più nella disponibilità della direzione regionale.
Il nuovo circuito museale, per quanto riguarda i beni del comune, comprende poi palazzo dei Priori e museo dei portici, il museo civico di piazza Crispi, il museo del Sodalizio dei facchini di Santa Rosa, il museo della ceramica e il teatro dell’Unione.
Alfonso Antoniozzi
“La firma protocollo – ha commentato Frontini – è una pietra miliare per uno sviluppo condiviso dei beni culturali cittadini. Per un’offerta più ambiziosa e attrattiva”.
“L’obiettivo – ha sottolineato Petrocchi – è mettere al centro il territorio, per un’appartenenza comune e condivisa”.
“Per la prima volta nella storia della città – ha spiegato Antoniozzi – due istituzioni non dicono più mio, ma nostro. L’accordo di rete è un passo in avanti nella salvaguardia e nella gestione del patrimonio culturale del territorio, dando un quadro organico nella gestione dello stesso e superando la sua frammentazione, in una visione unitaria e sinergica”.
Marco D’Isanto
L’accordo non prevede solo il biglietto unico, ma anche “la creazione di itinerari culturali – ha proseguito Antoniozzi – per scoprire in modo completo il patrimonio artistico del territorio. Mettendo in evidenza la diversità e complessità delle testimonianze storiche. Si lavorerà inoltre per realizzare progetti culturali e didattici condivisi coinvolgendo le scuole”.
“Un patrimonio che dobbiamo e vogliamo esprimere – ha concluso infine Balsi – per tornare ad amare la nostra ricchezza culturale”.
Daniele Camilli
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