La protesta degli agricoltori
Viterbo – “Rallenteremo il traffico con i trattori lungo la trasversale tra Viterbo e Orte arrivando fino al casello autostradale. È il nostro obiettivo di oggi”.
Si allarga la protesta degli agricoltori di Rispetto e Dignità che da lunedì scorso hanno dato vita a un presidio al parco commerciale a nord di Viterbo bloccando il traffico con i trattori sia la mattina che il pomeriggio. Ieri i mezzi a sostegno della protesta erano una settantina, 30 all’inizio della settimana. Una contestazione che si sta allargando a macchia d’olio e “che – spiegano gli organizzatori – punta ad arrivare fino a mercoledì”.
Viterbo – La protesta degli agricoltori
I blocchi del traffico, sempre nella giornata di ieri, si sono estesi ad altre parti della città, determinando forti rallentamenti e lunghe code, che pare siano durati per più ore, lungo tutta la Cassia nord, via Garbini e la zona a ridosso del Poggino.
“Chiediamo alla politica di tutelare i prodotti italiani e di fermare le leggi che mettono a rischio la sana alimentazione e il nostro futuro – spiegano gli agricoltori di Rispetto e Dignità in un documento -. Le ultime vicissitudini, quali la nuova legge di bilancio che non ha confermato l’esenzione Irpef, a seguito della quale gli agricoltori saranno tassati a formula piena su redditi agrari e domenicali, ci hanno costretto a scendere di nuovo in campo sperando che la nostra voce venga ascoltata”.
Viterbo – La protesta degli agricoltori
“Inoltre – proseguono i manifestanti di Rispetto e Dignità – la politica Europea, ci invita a non lavorare più i nostri terreni e soprattutto ci porta a dare le nostre proprietà ad aziende multinazionali per l’istallazione di pannelli fotovoltaici, e allo stesso tempo la politica approva la commercializzazione di farine di insetti con la proposta di autorizzazione anche per la produzione di formaggi e carni sintetiche”.
Viterbo – Trattori bloccano via Garbini e Cassia nord
Le politiche contro cui gli agricoltori di Rispetto e Dignità puntano il dito sono inoltre “la riduzione dei premi Pac, l’obbligo di mantenere parte della superficie aziendale incolta, le rotazioni delle colture anche quando controproducenti al fabbisogno alimentare nazionale e l’eliminazione delle agevolazioni per l’acquisto di gasolio agricolo”. Agricoltori che chiedono infine, come sta scritto in una nota diffusa nei giorni scorsi dagli organizzatori della manifestazione al parco commerciale “che una delegazione in protesta possa partecipare a eventuali tavoli di discussione in merito alle future politiche agricole al fine di evitare lo scollamento tra la politica e il mondo del lavoro”.
Daniele Camilli
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