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Viterbo - Il presidente della provincia questa mattina durante l’assemblea dei sindaci a palazzo Gentili: "Presenteremo il tutto entro l'11 febbraio"

Alessandro Romoli: “Deposito scorie nucleari nella Tuscia, faremo ricorso contro le aree idonee”

di Daniele Camilli
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Alessandro Romoli

Alessandro Romoli


Viterbo – “Deposito nucleare, faremo ricorso contro l’individuazione delle aree idonee nella Tuscia”.

E’ la decisione della provincia comunicata dal presidente Alessandro Romoli e discussa con gli amministratori dei territori nel corso dell’assemblea dei sindaci di questa mattina a palazzo Gentili in via Saffi a Viterbo. Il tutto dopo che Sogin, circa un mese fa, ha reso note le zone d’Italia su cui verrà fatta la scelta definitiva su dove collocare il deposito nazionale di scorie nucleari. Molte di queste ricadono in provincia di Viterbo.


L'avvocato Francesco Rosi

L’avvocato Francesco Rosi


Il punto fermo del ricorso – ha sottolineato l’avvocato Francesco Rosi – si concentra sul fatto che la carta nazionale delle aree idonee è errata. La pianificazione su cui si identificano le aree è vecchia di 20-30 anni. Oggi il territorio è diverso“.

Per presentare il ricorso c’è tempo fino all’11 di febbraio. “Entro 20 giorni il ricorso sarà pronto – ha detto Romoli -. I comuni potranno valutare se costituirsi anch’essi con la provincia oppure procedere per conto proprio e aggangiarsi successivamente al ricorso della provincia, cosa che si può fare. Daremo comunque alle amministrazioni comunali tutto il nostro supporto tecnico per preparare la documentazione necessaria”.

Il 29 dicembre il consiglio provinciale ha approvato all’unanimità una mozione che impegna il presidente Romoli “alla partecipazione e alla promozione di iniziative e tavoli tecnici che possano rimettere in discussione le proposte di Cnapi e Cnai sulla base dell’analisi delle criticità emerse dal Seminario“. Così come “a richiedere, nell’immediato, un’audizione presso la Sogin con una cabina di regia in rappresentanza del Consiglio provinciale, dei sindaci della provincia, dei tecnici comunali, provinciali e della regione Lazio al fine di rappresentare la reale situazione cartografica, geologica e idrografica del territorio provinciale, le evidenze storico culturali, le aree a colture di pregio, la vincolistica ambientale, le infrastrutture esistenti e di progetto“. Inoltre, la mozione dà mandato a Romoli di “intraprendere tutte le iniziative, anche di ordine legale, ritenute necessarie a sostenere le ragioni di contrarietà all’accettazione del deposito nazionale sul territorio provinciale”.


Chiara Frontini

Chiara Frontini


Infine, a muoversi è anche il comune di Viterbo che, come ha detto la sindaca Chiara Frontini intervenuta all’assemblea di questa mattina, “il 3 febbraio ha fissato un consiglio comunale straordinario sulla questione del deposito di scorie nucleari. Un modo per tenere alta l’attenzione del dibattito pubblico”.

Daniele Camilli


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12 gennaio, 2024

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