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Civitavecchia - La segnalazione di Unione popolare: "Grandi volumi di fumo si sono diffusi all'interno del deposito e poi all'esterno della struttura"

“Autocombustione del carbone stoccato alla centrale di Torrevaldaliga nord”

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Civitavecchia – Riceviamo e pubblichiamo. Abbiamo appreso in queste ore di un fatto che reputiamo assai grave per la sicurezza dei lavoratori e per la salute pubblica della cittadinanza del territorio, avvenuto nella serata di ieri presso la centrale di Torrevaldaliga nord, su cui stranamente nessuno è ancora intervenuto pubblicamente.

Civitavecchia - La centrale Enel

Civitavecchia – La centrale Enel


Ci riferiamo a un esteso problema di autocombustione del carbone stoccato in uno dei due dome della centrale, che ha destato seria preoccupazione tra il personale della centrale. C’è da dire che la situazione era già critica da diversi giorni. E’ infatti noto che in certe condizioni e specialmente quando è ammassato per molto tempo, come adesso che la centrale è stata ferma, il carbone è soggetto a un riscaldamento spontaneo che può evolversi più o meno velocemente in fenomeni di incandescenza e poi di vero incendio.

Per questo, a quanto pare, Enel aveva da poco riavviato i gruppi di produzione, in modo da bruciare parte del combustibile, ma evidentemente a un certo punto la situazione è sfuggita di mano. Così l’autocombustione è rapidamente peggiorata, con grandi volumi di fumo che si sono diffusi all’interno del deposito e poi all’esterno della struttura, fiamme e braci, che infine si sarebbe riusciti a controllare a mezzo di idranti.

Non sappiamo se quanto accaduto sia stato segnalato agli enti preposti, quali asl, ispra e ministero dell’Ambiente, né sappiamo se il sindaco sia stato tempestivamente avvertito. Quello che invece sappiamo è che nessuno ha ritenuto di chiamare i vigili del fuoco che certo sarebbero potuti intervenire in pochissimi minuti, con mezzi adeguati e professionalità, senza affidarsi solo alla disponibilità di alcuni dipendenti di cui non è data sapere l’effettiva preparazione a fronteggiare simili emergenze.

Come se occorresse sempre e comunque tenere tutto all’interno delle mura aziendali, anche in situazioni di rischio come questa. Non certo un comportamento esemplare. Diverse sono quindi le questioni su cui andrebbero date delle risposte, tra cui anche quelle di capire se non si è atteso un po’ troppo prima di bruciare il carbone in combustione, se ci sono stati effetti per la popolazione e quali potevano essere le conseguenze nel caso che l’evento non fosse stato contenuto.

E, da ultimo, se non occorrano a riguardo procedure diverse, che in caso simili obblighino Enel a richiedere l’intervento dei vigili del fuoco. Ci auguriamo che il sindaco, la asl e soprattutto Enel possano dare qualche chiarimento a riguardo, senza alcuna remora. Dopo il silenzio assordante sul futuro dei lavoratori una volta dismesso il carbone non ci mancherebbe che questo. Civitavecchia meriterebbe davvero un po’ più di rispetto.

Unione Popolare Civitavecchia


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31 gennaio, 2024

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