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Viterbo - Il presidente del Silb, Luca Talucci punta il dito contro la concorrenza di bar e ristoranti

“Bene le discoteche aperte un’ora in più, ma serve un’azione più incisiva del comune contro l’abusivismo”

di Silvana Cortignani
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Viterbo – Dodici discoteche nella Tuscia, cinque delle quali a Viterbo, che lavorano il venerdì e il sabato. A ricordare i numeri del “mondo della notte” è Luca Talucci, da otto anni presidente provinciale del Silb e da due dirigente nazionale del sindacato locali da ballo. “Bene le discoteche aperte un’ora in più, ma serve un’azione più incisiva del comune contro l’abusivismo”, dice.

L’occasione è il prolungamento di un’ora dell’apertura dei locali notturni, per il quale Talucci ringrazia il sindaco Chiara Frontini e il consigliere comunale Marco Nunzi: “Per avere accolto in tempi brevi la proposta presentata lo scorso 31 ottobre di prolungare di un’ora l’orario di chiusura delle discoteche di Viterbo dalle 4 alle 5 del mattino, come già accadeva nel resto della provincia, con la relativa concorrenza interna ai danni del capoluogo”.

Resta però un problema, per superare il quale servirebbe, secondo il Silb, un’azione più incisiva del comune. Il presidente Talucci punta il dito contro l’abusivismo e gli scarsi controlli per arginare un fenomeno che penalizza i gestori dei locali notturni. Bar e ristoranti, ma non solo: “A Carnevale toccherà ai veglioni, a Capodanno pure le feste in piazza e i balli in chiesa”.


Luca Talucci

Luca Talucci


Locali da ballo aperti fino alle 5 del mattino nel capoluogo. Ma c’è un ma. Chiediamo a Luca Talucci quali siano le “criticità” che ancora permangono…
“Abbiamo spinto su questa proposta perché il venerdì e il sabato i bar hanno la somministrazione. Chi ha accettato il nuovo Patto della notte fino alle ore due, pertanto era assurdo far pagare un biglietto per chiudere due ore dopo, il che penalizzava la nostra categoria. Ma tuttora, anche con la chiusura alle cinque, la categoria è penalizzata perché è vero che ci hanno dato un’ora in più, ma quando tu stai fino alle due in un bar, da qui che ti sei messo d’accordo e che ti sei addentrato in un locale, la serata è bella che finita”.

Quindi i locali notturni viterbesi sarebbero tuttora penalizzati. Ci spiega il motivo?
“Crediamo che il mondo della notte a Viterbo sia molto fiorente e che comunque dia la possibilità di lavorare anche a molte attività collaterali, ovvero non c’è solo il turismo che viene a vedere le mura castellane, ma c’è anche il turista che si viene a divertire. In particolare il turista che dalla provincia viene a Viterbo. C’è quello che a Viterbo viene a mezzanotte, ma c’è anche quello che a Viterbo viene alle nove, prendendo un aperitivo, mangiando una pizza, andando in discoteca, per poi fare colazione la mattina”.

Sembra un contesto molto positivo. Dove sta il corto circuito che manda in tilt le discoteche?
“Ci sono tante attività intorno ai nostri locali, che lavorano. Ma se le attività spesso e volentieri vulcanizzano la propria attività e la rendono simile alla nostra, quelli che perdiamo siamo noi. Per questo chiediamo al comune di fare più controlli. Io, essendo all’interno della commissione vigilanza comunale, ho chiesto già più di una volta di uscire, non solo per controllare i locali da ballo, ma pià che altro e far vedere alle persone preposte, ovvero al comune, alle autorità, che noi siamo penalizzati da un forte abusivismo da parte dei ristoranti e dei bar”.

Lei parla di forte abusivismo da parte di bar e ristoranti. Ad esempio?
“Adesso che arriva un’altra volta Carnevale, coi vari veglioni, spesso e volentieri a noi non conviene aprire. L’ultimo dell’anno, tra feste in piazza e che ballava pure la chiesa, l’oratorio, quello che è stato penalizzato, è stato il mondo della notte, i locali notturni. Pertanto è vero che diciamo un grazie molto sentito da parte del sindacato e dei gestori al comune, ma chiediamo anche un maggiore controllo”.

Bar aperti fino alle due e discoteche aperte fino alle cinque. Può entrare nel merito della questione?
“Se si da la maggiore possibilità ai bar per creare, come diceva la sindaca, una città di divertimento, bisogna però anche controllarli. Perché un bar lavora 18 ore al giorno, una discoteca ne lavora quattro. Noi vediamo che i locali notturni si riempiono alle due di notte, quando i bar vanno a chiudere. Ma noi apriamo a mezzanotte, abbiamo sempre quelle due ore di vuoto. E se prima dovevamo portare reddito in due ore, adesso è in tre ore. Tre ore alla settimana su aziende che hanno una media di cinquemila euro di uscite, ovvero al momento che gira la chiave dell’apertura al sabato, è un’impresa. Ed è un’impresa rimanere aperti e vivi”.

Lei ritiene che bar e ristoranti facciano loro concorrenza “sleale” ai locali notturni?
“I sindaci della pandemia, in tutta Italia compresa Viterbo, hanno visto benissimo che problemi nelle vie, se chiudono le discoteche. Allora, perché non aiutare ancora di più, fare un passetto ancora per aiutare il mondo della notte? Anche perché non è che noi siamo stati ben graziati alla fine della pandemia. Abbiamo avuto le nostre problematiche, si registra un calo delle presenze, dato anche dal fatto che non c’è stato un aumento demografico negli anni, ma anche dal fatto che spesso bar e ristoranti si tramutano in discoteche vere e proprie”.


Una discoteca

Una discoteca


A chi spettano i controlli sul corretto svolgersi della vita notturna? 
“Ora, noi abbiamo un buon rapporto con la questura e con la prefettura, però queste sono licenze comunali. Dovrebbe essere il comune a dire ‘andiamo a vedere se il Silb ha ragione, andiamo a vedere se è vero quello che dicono questi cinque imprenditori, cioè che a Viterbo c’è un forte abusivismo’, perché ci sono bar che la musica si sente a chilometri di distanza. Noi capiamo i baristi che prima magari chiudevano a mezzanotte, però nessuno capisce noi”.

Insomma, per farla breve, un’ora in più di apertura, se le cose stanno così, sembra una sorta di contentino
“È vero, un’ora per noi potrebbe essere un’ancora di salvataggio, ma è una ‘ancoretta’. Per aprire un locale di sana pianta oggi ci vogliono almeno 400mila euro, tenendosi bassi, con una spesa corrente, ogni sabato, tra i 4mila e i 5mila euro. Un bar queste spese non le ha e anche se le avesse, ha la possibilità di lavorare 18 ore, quando noi ne lavoriamo forse quattro, perché dobbiamo aspettare che chiudono i bar affinché i nostri locali si riempiono. È chiaro che prima chiedere un biglietto di ingresso alle due e mezza era utopia, oggi lavorare un’ora di più potrebbe essere una piccola, e ripeto piccola, ancora di salvataggio”.

Il Silb ha sempre valorizzato la funzione anche sociale dei locali notturni
“Per questo, fermi restando i ringraziamenti, chiediamo a questa amministrazione un maggior controllo sul territorio, specialmente sulle segnalazioni che il Silb fa. Chiediamo un po’ più di vigilanza, anche perché la presenza di locali notturni contribuisce a prevenire episodi sulla strada, perché hanno una sicurezza interna e noi dobbiamo rispettare un protocollo di sicurezza, che peraltro è scaduto e a breve ci sarà un rinnovo con il prefetto”.

È vero che il protocollo di sicurezza é uno dei fiori all’occhiello del capoluogo?
“Viterbo è stata, grazie a me, la quarta città d’Italia a firmare il protocollo di sicurezza sette anni fa. Io me ne vanto, perché dicono sempre che Viterbo è ultima, ma non mi pare proprio, noi non ci sentiamo secondi a nessuno. Però chiediamo maggior controllo sulle attività collaterali, Sono anni che lo chiediamo, abbiamo un ottimo rapporto con la polizia amministrativa, i locali sono stati controllati, godono di un’ottima conduzione… ma chi controlla i bar? Lo dovrebbe fare il comune, allora io non dico che ogni sabato devono uscire i vigili, magari facciamoli a campione. Ecco perché Luca Talucci ha fatto la proposta di far uscire la commissione vigilanza, per vedere se abbiamo ragione o abbiamo torto. Io l’ho chiesta da quando era assessore allo sviluppo economico Sonia Perà, all’epoca del sindaco Leonardo Michelini. Ad oggi non è ancora successo”. 

Silvana Cortignani


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25 gennaio, 2024

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