La sindaca Chiara Frontini
Viterbo – “Abbiamo fatto la manifestazione d’interesse per dare lo stadio Rocchi alla Faul Cimini”. È sempre la sindaca Chiara Frontini a dirlo. Sempre durante l’incontro del 23 novembre alle terme Salus con il marito Fabio Cavini, alcuni assessori, consiglieri e iscritti di Viterbo 2020, per definire la strategia politica dell’amministrazione e del movimento.
Poi, quando la manifestazione d’interesse è andata a vuoto, la sindaca Frontini ha convocato la Faul Cimini nella sua stanza per dirgli: “Mo che abbiamo fatto tutta ‘sta storia e ci avete messo nella merda, perché ci avete messo voi nella merda, perché non puoi non sapere che devi essere in regola con le tasse quando partecipi a una gara comunale, come ci tirate fuori?”. Testuali parole di Chiara Frontini. Come tutto quello che leggerete di seguito.
Sempre nell’incontro avvenuto nella sua stanza, stando alle parole della sindaca, quest’ultima ha inoltre precisato: “Quindi gli abbiamo detto: proponeteci voi qualcuno con cui andate d’accordo – spero che nessuno stia registrando – così che possiamo darvi la possibilità di giocarci. Non potete gestire il Rocchi, ma vogliamo che giochiate al Rocchi”.
Nella puntata precedente la sindaca aveva detto: “Quando abbiamo deciso di non prorogare la convenzione con la Viterbese di Romano abbiamo fatto una discreta forzatura”. Per poi aggiungere: “Abbiamo creato e costruito le condizioni affinché quelle clausole della pre-intesa venissero a decadere”.
Viterbo – Lo stadio Rocchi visto dall’alto
“Fatta questa operazione – ha poi proseguito Frontini nel corso della stessa riunione – si forma in maniera spontanea un altro progetto sportivo che vede prendere la squadra che in quel momento è la più alta di categoria e dire: ok investiamo su quella, con Piero Camilli che decide di sponsorizzarla“.
“Quindi, noi che facciamo? – ha continuato la sindaca -. Visto e considerato che nel frattempo la Viterbese c’ha fatto ricorso, non sappiamo se perdiamo i soldi del Pnrr, facciamola pulita al massimo, facciamo una manifestazione d’interesse per cui tutti possono partecipare. Fermo restando che tanto già lo dicevano tutti che avevamo fatto quella manifestazione d’interesse per darlo alla Faul. E così in realtà era, è, sarebbe tuttora l’intendimento”.
“Senonché, nel fare la manifestazione d’interesse – ha spiegato Frontini a chi era presente alla riunione del 23 novembre – anche se poi in tutto questo la regione, la proprietà non è la nostra, la regione contesta il bando eccetera eccetera, comunque mandiamola liscia, lasciamo perdere la regione, per lavorare con un comune devi avere tre caratteristiche: avere la fedina penale pulita, pagare i contributi dei dipendenti e pagare l’Iva. Cosa che non mi sembra una grossa richiesta da un punto di vista etico e generale. Nel fare la manifestazione d’interesse, nel fare l’offerta, quando sono andati questi della Faul a presentare tutti i documenti, poi noi abbiamo richiesto il Durc all’Inps, il casellario giudiziario al tribunale e il Durf, documento unico di regolarità fiscale, all’Agenzia delle entrate è emerso che questi avevano 70 mila euro di debito con l’Iva, anzi 68 mila per la precisione, il che li esclude a priori. Non ci potevamo fare niente”.
L’imprenditore Piero Camilli
“Tant’è – ha sottolineato Frontini – che poi li abbiamo convocati nella mia stanza e gli abbiamo detto: mo che abbiamo fatto tutta ‘sta storia e ci avete messo nella merda, perché ci avete messo voi nella merda, perché non puoi non sapere che devi essere in regola con le tasse quando partecipi a una gara comunale… come ci tirate fuori? Le proposte sono state un po’ varie, del tipo facciamo una società adesso e l’affidate a quello, e non si poteva fare. Esiste un’altra Faul, un’altra società Faul nata nel 2019 con lo stesso nome e gli stessi soci, e ci hanno proposto quella e gli abbiamo detto non si può fare. Non possiamo affidare… no? Perfetto”.
“E quindi gli abbiamo detto: proponeteci voi qualcuno con cui andate d’accordo – spero che nessuno stia registrando – così che possiamo darvi la possibilità di giocarci. Non potete gestire il Rocchi, ma vogliamo che giochiate al Rocchi. Perché poi qui sono due cose diverse. Non tutti gli stadi d’Italia sono gestiti dalla squadra, anzi la maggior parte sono gestiti da società o federazioni sportive o in alcuni casi dal Coni, da Sport e salute eccettera. E poi le squadre della città giocano nello stadio. Questo perché dentro gli stadi ci si possono fare 14.500 cose, manifestazioni, concerti… Cosa che al Rocchi non si fa da diverso tempo”.
“Quindi – ha proseguito Frontini – abbiamo detto, a questo punto che questa cosa è nata male, dividiamo le due cose. La gestione del Rocchi è una cosa, poi dentro ci potrà giocare chi gli pare. E gli abbiamo detto, se avete dei suggerimenti di realtà con cui andate d’accordo, così almeno evitiamo altri ritardi, dateceli. Loro ci hanno così fatto dei nomi, anche se poi hanno cambiato versione. Comunque sta di fatto che per me possono giocare al Rocchi”.
Chiara Frontini
“Credo che anche loro siano delle mezze vittime di questa storia – ha aggiunto Frontini – perché poi si sono trovati con uno che gli diceva che li sponsorizzava ma che in realtà vuole averci l’ufficio al Rocchi, non gli importa niente della squadra. Adesso per altro si trovano scoperti per diverse decine di migliaia di euro e quindi è anche questo un problema. Sta di fatto che noi adesso stiamo andando avanti nell’affidare fino a giugno, perché poi è una cosa temporanea, la gestione del Rocchi a un’altra squadra giovanile che ha presentato la manifestazione d’interesse – che non è quella di don Pino, tanto per essere chiari, che questa mattina ha detto che mi sta antipatico ma che in realtà non ci ha mai scritto, non è che ci ha detto mi interessa… così, una cosa nata non si sa dove – e che permetterà alla Faul di giocare al Rocchi. Tutto qui. Però c’è un aspetto. Noi abbiamo fatto della legalità uno dei nostri pilastri, per cui che uno sia in regola con i contributi ai dipendenti, le tasse e la fedina penale mi sembra il minimo perché tu ti possa interfacciare con noi, oltre che una questione di legge”.
“Ma a prescindere da questo – ha concluso la sindaca – io credo che in questa città ci sia bisogno di professionismo. Se il calcio, come tante altre cose, più di tanto in là non c’è andato è perché continuiamo ad arrabattarci e la soluzione che mi proponi è fare una società nata adesso per affidarti lo stadio domani. Non è questo un modo serio di lavorare. Poi è l’unico modo, l’unica carta che adesso abbiamo perché la tifoseria e la città si riconosce in quella squadra. Benissimo. Per me, assolutamente, nessun problema a giocare al Rocchi, come nessun problema avrei avuto ad affidargli direttamente la gestione se avessero avuto i requisiti per farlo.
Però a questo punto facciamo in modo che lo stadio sia una sorta di casa dello sport dove non ci gioca solo la Faul la domenica mattina o il pomeriggio quando gioca o il sabato, ma ci possano andare tutte le squadre dilettantistiche e giovanili della città, magari anche non solo di calcio. E cambiamo campo di gioco. Ci siamo trovati nelle condizioni di dover cambiare campo di gioco. Ora starà a loro accettare pure le condizioni. Nel senso starà pure a loro trovare il punto di incontro. Ma sono certa che lo trovano”.
Daniele Camilli
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