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Dal vicino “Grinch” che odia il Natale al prete perseguitato da un ex marito, lo stalking che non ti aspetti

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Carabinieri e polizia

Carabinieri e polizia


Viterbo – Dal vicino che odia il Natale al prete perseguitato da un ex marito, i casi di stalking che non ti aspetti. Mentre i numeri dei bilanci di fine anno di polizia e carabinieri parlano chiaro riguardo all’allarme sociale suscitato anche in provincia di Viterbo dall’escalation nel corso del 2023 di reati legati alla violenza di genere, presso gli uffici giudiziari di via Falcone e Borsellino si fanno i conti con i sempre più frequenti casi di stalking, le cui vittime sono prevalentemente donne ma non solo e i cui presunti responsabili non sono necessariamente ex partner della parti offese. È il famoso reato di “atti persecutori”, previsto dall’articolo 612 bis del codice penale e introdotto nel nostro ordinamento nel 2009.

Albero di Natale della discordia. Notevole il vicino di casa terribile, emulo del Grinch, un 49enne viterbese che a partire dalla fine del 2021, non avendo gradito l’albero di Natale allestito nell’ingresso del palazzo, se l’è presa con una coppia di condomini che lo scorso gennaio, dopo presunti atti persecutori anche durante le festività del 2022, lo hanno denunciato per stalking. Il 49enne è stato colpito dal divieto di dimora a Viterbo e costretto di conseguenza a cercarsi un alloggio altrove, fino a quando la misura non è stata modificata nel divieto di avvicinamento a meno di 300 metri dalle parti offese rafforzato dal braccialetto elettronico.

Prete vittima di ex marito. Tra le parti offese c’è perfino un sacerdote, finito suo malgrado nel mirino di un ex marito rimasto senza tetto dopo l’allontanamento dalla casa della moglie. L’uomo, un 49enne, che sarebbe dovuto rimanere ospite solo per un breve periodo di un centro di accoglienza gestito dal sacerdote a Montefiascone, al momento di andarsene, dopo circa un anno di tira e molla, tra il 2020 e il 2021, si sarebbe rifiutato, barricandosi all’interno della struttura e perseguitando anche tramite social il religioso, cui non è rimasto che sporgere denuncia, sfociata nell’allontanamento coattivo e nel divieto di avvicinamento a meno di 300 metri da parte dell’imputato. Il processo è in corso.


Tribunale - L'albero e il presepe, edizione 2023

Tribunale – L’albero e il presepe, edizione Natale 2023


Sindacalista contro mamma lavoratrice. C’è poi il caso dell’ex sindacalista in pensione alla sbarra per stalking, in cui parte civile è una lavoratrice, un’impiegata di banca 48enne, mamma di un figlio disabile, costretta a licenziarsi dopo 18 anni a causa delle persecuzioni da parte dell’ex collega che la attaccava per i permessi, avvenute tra aprile 2019 a febbraio 2022. Rinviato a giudizio lo scorso autunno dal gup Savina Poli, l’imputato sarà processato in primavera dal giudice Ilaria Inghilleri. Lo scorso 16 maggio era stato condannato dal giudice di pace al risarcimento dei danni e a una multa di 300 euro per diffamazione aggravata ai danni della stessa parte offesa. 

Nonno a tutti i costi. È stato invece condannato lo scorso 5 luglio a un anno e tre mesi per stalking dal giudice Alessandra Aiello un nonno viterbese di 68 anni che voleva a tutti i costi vedere il nipotino, nonostante il rifiuto da parte delle figlie, una delle quali madre del piccolo, in seguito a vecchi dissapori con il genitore, successivi alla separazione dalla moglie, anche lei vittima di atti persecutori da parte dell’ex marito. A chiedere aiuto, rivolgendosi a un centro antiviolenza, è stata la zia del bambino, che per prima ha sporto enuncia contro il padre. I fatti contestati partono da agosto 2020 quando l’imputato, incontrando per caso una delle figlie, la futura madre del nipotino, si è accorto che era incinta. 


Tribunale di Viterbo - La panchina rossa inaugurata il 25 novembre 2022

Tribunale di Viterbo – La panchina rossa inaugurata il 25 novembre 2022


Convivenza lampo finisce a schiaffi. Accusato di stalking dopo una brevissima convivenza, è stato invece assolto con formula piena lo scorso 25 giugno dal giudice Alessandra Aiello un mediatore culturale d’origine senegalese denunciato da una giovane italiana con cui era andato ad abitare nel giro di un mese. Era la primavera del 2022 quando la presunta vittima si sarebbe rivolta all’imputato, per sapere come fare a inviare una somma di denaro a uno sconosciuto della Nigeria incrociato su Internet. Lui l’avrebbe scoraggiata dal mandare soldi non si sa come a non si sa chi, dopo di che tra i due sarebbe nata una simpatia e una brevissima convivenza, sfociata nella denuncia e nel divieto di avvicinamento quando lei lo ha cacciato di casa e lui l’avrebbe presa a schiaffi. 

Salvato dai messaggi dell’ex amante. Accusato di stalking dallex amante, è stato assolto due volte, il 13 maggio 2022 in primo grado e lo scorso 11 maggio in appello, un cinquantenne viterbese la cui unica colpa, secondo la difesa, era avere scontato dieci anni per un omicidio commesso nel capoluogo nella seconda metà degli anni Novanta. Secondo la presunta vittima, l’avrebbe tempestata di telefonate e perfino seguita al seggio elettorale durante il referendum del 2020. I due, entrambi sposati, erano colleghi di lavoro. Lei lo avrebbe denunciato quando il marito si è insospettito. L’ex amante si è salvato dalla condanna grazie agli oltre 400 messaggi in tre mesi scambiati con la donna, conservati sul telefonino nonostante la relazione clandestina. 

Silvana Cortignani


Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne 2023: Un anno di condanne tra femminicidi, padri killer, buttafuori stupratori…


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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