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Viterbo - Consiglio comunale straordinario - Il presidente della provincia Romoli anticipa l'azione contro l'individuazione di 21 siti idonei nella Tuscia - Frontini: "L'impianto avrà un impatto per 100 anni"

“Deposito nazionale rifiuti radioattivi, la prossima settimana parte il ricorso”

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo – “Deposito nazionale rifiuti radioattivi, la prossima settimana parte il ricorso”. Ad anticiparlo il presidente della provincia Alessandro Romoli, nel consiglio comunale straordinario convocato stamani per fare il punto sullo stato dell’arte di una proceduta che vede il nostro territorio con 21 siti idonei su 51 totali.


Viterbo - Consiglio comunale straordinario deposito scorie radioattive

Viterbo – Consiglio comunale straordinario deposito scorie radioattive


Un primo incontro, ne seguirà un secondo con le associazioni e magari pure con un esponente Sogin, come richiesto da Antonella Sberna (FdI).

Tutti d’accordo, no all’impianto, ma occorre farsi sentire e sensibilizzare ancora di più l’opinione pubblica, come rimarca la sindaca Chiara Frontini. “Nessuna delle aree individuate – sottolinea Frontini – ricade sul territorio del capoluogo, ma questo non ci esime dal fare la nostra parte, nel coordinare tutte le realtà”.

Con un invito a partecipare, a stimolare il dibattito, per una maggiore consapevolezza. “Perché stiamo parlando di un deposito temporaneo, ma che avrà un impatto per cento anni, con 95mila metri cubi di scorie radioattive, di cui 78mila a bassa e media intensità e 17 mila ad alta”.


Viterbo - Consiglio comunale straordinario deposito scorie radioattive


La seduta è straordinaria e aperta. Partecipano diversi sindaci, assessori e oltre a Romoli, c’è pure il vicepresidente del consiglio regionale Enrico Panunzi (Pd).

“Non ci sono voci discordanti sull’argomento – sottolinea Panunzi – siamo tutti contrari”. Posizione che parte da alcuni dubbi. “Sogin – continua Panunzi – si è basata su criteri tecnici e politico-amministrativi. Sismicità dei luoghi, rischio idrogeologico, aree alluvionali e la presenza di produzioni di pregio”.

Un lavoro su cui pesa un elemento: “È rimasto secretato per 5 anni, fino al 2021. A quel punto, in consiglio regionale all’epoca ho predisposto un ordine del giorno, ne sono stati proposti altri. La regione ha portato avanti le osservazioni, diverse le conferenze con partecipazione di massa”.

Ma alla fine, l’elenco dei siti è stato scremato, esclusi una decina, ma quelli nella Tuscia, 21 sono rimasti. Adesso c’è l’autocandidatura di Trino Vercellese. Forse altre e fra queste Sogin potrà scegliere. Se possibile. Altrimenti si ritorna ai famosi 51, di cui 21 nella Tuscia.


Enrico Panunzi

Enrico Panunzi


“La soluzione – sottolinea Panunzi – non è nelle nostre mani, altrimenti sarebbe fatta. Non ce n’è uno a favore. Adesso, o si passa per l’autocandidatura o sarà necessario agire in modo coordinato, magari attraverso ricorsi giurisdizionali, rivedendo i 28 criteri adottati.

Le cartografie erano aggiornate? E questi criteri con chi sono stati discussi?”. Dubbi.

Nella Tuscia, come sottolinea il presidente della provincia Romoli, ci sono aree individuate che passano vicino al metanodotto che serve l’Italia centrale. Giusto per fare un esempio. “Abbiamo deliberato – ricorda Romoli – l’indisponibilità a ospitare il deposito, una indisponibilità basata su dati oggettivi. E la prossima settimana presenteremo il ricorso che abbiamo predisposto”.

In sala del consiglio, il sindaco di Arlena di Castro, Publio Cascianelli, il collega di Canino Giuseppe Cesetti, che ha ricordato come su 51 totali, 5 candidature ricadono sul territorio da lui amministrato, mentre per Tarquinia, presente l’assessora Alessia Mancini, che ha ricordato la richiesta d’audizione alla Sogin, per rappresentare le criticità nelle zone individuate, alcune delle quali archeologiche.

Presente pure il primo cittadino di Corchiano Gianfranco Piergentili e Fabio Bartolacci di Tuscania.

Diversi i consiglieri comunali intervenuti, mentre il capogruppo FdI in consiglio regionale Daniele Sabatini, assente per motivi istituzionali, nel salutare i presenti ha ricordato la novità introdotta dal governo: “L’autocandidatura dei comuni à- ha sottolineato Sabatini – elemento di grande importanza, perché tende a considerare correttamente le vocazioni ma anche le aspettative dei singoli territori”.


Viterbo - Consiglio comunale straordinario deposito scorie radioattive


Per quanto riguarda la regione, invece: “Su questo tema è già stato sufficientemente chiaro il presidente Francesco Rocca che ha espresso in maniera netta e decisa l’indisponibilità della nostra regione e in particolare della nostra provincia a ulteriori servitù, augurandosi che non pervengano autocandidature da parte delle amministrazioni di comuni nel nostro territorio.

A tal proposito, in queste settimane ho avuto notizia della presenza di professionisti e uomini d’affari legati a questo mondo che stanno avviando dialoghi con amministratori di alcuni dei comuni interessati, mi auguro che nulla possa essere elemento di convincimento rispetto ai nostri amministratori e che questi mantengano una posizione forte a tutela del nostro territorio”.

Giuseppe Ferlicca 


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23 gennaio, 2024

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