Civita Castellana – (g.denov.) – “Non è un allarme di settore”, il segretario della locale Filctem Cgil Mauro Vaccarotti mette a tacere le voci nate dopo la richiesta della cassa integrazione in alcune aziende del distretto ceramico civitonico.
“Non si può parlare di allarme del settore ceramico – continua Vaccarotti – ci sono alcune aziende che hanno chiesto la cassa integrazione per i loro operai, ma non per tutte la motivazione è la stessa. Sono circa 2000 le persone che lavorano nell’ambito, e di queste circa 200 sono coinvolte nella richiesta, e con questi numeri non serve creare allarmismi”.
Prosegue Vaccarotti: “Le nostre aziende lavorano molto con il mercato estero, e la situazione economica influisce sulle vendite. Alcune hanno rapporti ad esempio con la Russia, ed il recente conflitto che la vede protagonista di certo non aiuta”.
Aggiunge il segretario Filctem Cgil: “Altre invece hanno chiesto una cassa integrazione a rotazione per i propri lavoratori, alcuni modelli della loro produzione sono considerati ormai fuori mercato ed hanno bisogno di rinnovare le proprie collezioni. In questo modo ci andranno soltanto una ventina su più di cento operai”.
La cassa integrazione va richiesta dalle aziende che ne vogliono usufruire almeno 15 giorni prima del periodo interessato, per questo “c’è chi l’ha chiesta preventivamente ma forse neanche la farà”, fa sapere Vaccarotti.
E poi: “Siamo in contatto con Confindustria per un nuovo integrativo per il settore, altro segno che non c’è nessun allarme”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY