Viterbo – “Sacro fuoco di Sant’Antonio, una serata magica dove tutti i cuori battono insieme. Queste sono le nostre origini”. Così la presidente del comitato che organizza il focarone, Giorgia Serafini, ha dato fuoco alle polveri che hanno dato avvio al tradizionale evento di Bagnaia.
Bagnaia – Il focarone di S. Antonio
Tante le persone in piazza. Assieme a loro, oltre alla presidente Serafini e la vice Jessica Di Marzio, ci sono anche il vicesindaco Alfonso Antoniozzi, le assessore Katia Scardozzi ed Elena Angiani, il presidente del consiglio comunale, Marco Ciorba, e le consigliere Laura Allegrini e Antonella Sberna.
“Vi porto i saluti della sindaca Chiara Frontini – ha detto Antoniozzi – che non ha potuto partecipare per un problema familiare”.
Bagnaia – Il focarone di S. Antonio
“Il sacro fuoco di Sant’Antonio è un pezzo di storia importante – ha proseguito Antoniozzi – che non deve mai andare perduto. La storia di una tradizione che poggia sulla vostra volontà nel portarla avanti. A tutti i ragazzi che lavorano per rendere viva questa tradizione va un applauso forte”.
Ad organizzare l’evento, come ogni anno, il Comitato del sacro fuoco di Sant’Antonio. “La grande ‘macchina organizzativa’ – sta scritto sul sito internet del comitato – si mette all’opera a partire da un gruppo di circa 60 ragazzi di età compresa tra i 18 e i 30 con a capo un presidente e un vice presidente che li rappresentano, e che per tradizione vengono eletti ogni sera del 17 gennaio in piazza XX settembre in base a chi per primo tra loro riesce a staccare la bandiera posta sulla chiesa di Sant’Antonio. Il Comitato si riunisce durante tutto l’anno per fare il punto della situazione e organizzare tutte le attività. Ed è così che ognuno in base al proprio tempo a disposizione, al proprio amore per il paese e per il santo, alle proprie velleità e capacità, si mobilita per dare un piccolo contributo alla grande festa di paese”.
Bagnaia – Il focarone di S. Antonio – Jessica Di Marzio e Giorgia Serafini
A benedire l’accensione del fuoco don Vittore. “Il vescovo Orazio Francesco Pizza – ha spiegato il sacerdote – non ha potuto partecipare perché l’evento ha coinciso con la settimana degli esercizi spirituali”.
“Un focarone – ha sottolineato Serafini – frutto della dedizione di tutto il comitato. La sera del 16 gennaio è una sera magica dove tutti i cuori battono insieme. Queste sono le nostre origini”.
Daniele Camilli
Fotogallery: Il focarone di Sant’Antonio
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