Civitavecchia – Riceviamo e pubblichiamo. Puntualmente, con l’approssimarsi della campagna elettorale, si nota un ritorno all’attenzione sui “costi della politica”. Da un punto di vista strettamente normativo, occorre sottolineare che si tratta del recepimento di una legge dello stato, nella fattispecie della legge di bilancio a suo tempo (parliamo del 2022) emanata dal governo Draghi a valle di un dibattito parlamentare.
Civitavecchia – Il palazzo del comune
Non a caso, come si legge agli atti della commissione Affari Istituzionali del Senato risalenti a quel dibattito, “l’iniziativa legislativa è volta a risolvere la questione della grave sproporzione del trattamento economico dei sindaci, tale da essere percepito come ingiusto e non equo a fronte dell’importanza del ruolo, del carico di responsabilità e talvolta dei rischi a cui i sindaci devono far fronte”.
A fronte di quelle decisioni assunte a livello nazionale, il comune di Civitavecchia, come tutti gli altri enti locali italiani, ha recepito la normativa. E lo ha fatto non aumentando le indennità “all’istante”, cioè tre anni fa, ma adeguando in maniera progressiva le cifre di cui si parla (che, giova ricordare, sono tutte riportate al lordo e quindi vengono tassate in media del 43%).
Ben venga allora un dibattito sui costi della politica, costi che andrebbero tuttavia letti anche… al contrario, laddove a molte professionalità accade che la scelta di interessarsi alla cosa pubblica finisca per incidere in maniera negativa sui redditi personali.
Comune di Civitavecchia
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