Civitavecchia – Tensioni nel Mar Rosso per la crisi geopolitica, ma il porto non avrà un calo dei traffici. In difficoltà invece gli scali di Trieste, Venezia e Gioia Tauro.
Merci nel porto di Civitavecchia – Immagine di repertorio
Rischio banchine vuote e traffici in crollo a causa della crisi geopolitica? Si, ma non a Civitavecchia. Un’inchiesta de “Il Messaggero” spiega la situazione legata ai principali scali marittimi italiani in relazione alle tensioni nel Mar Rosso, causa di contraccolpi ai traffici delle merci tra Europa e Oriente.
Riflettori puntati sul porto di Civitavecchia che, stando anche a quanto commenta il presidente dell’autorità di sistema portuale Pino Musolino, dovrebbe reggere l’urto della crisi: “Arriveremo alla stabilità nel medio periodo e poi l’acciaio, uno degli indicatori principali della salute dell’economia, è ripartito bene”. Per il numero uno di Molo Vespucci non dovrebbero mancare navi con le merci nel prossimo futuro.
Come è noto lo scalo laziale è leader in Italia per lo sbarco di passeggeri, soltanto nel 2023 sono stati circa 3 milioni. Il traffico merci invece non è certo un fiore all’occhiello, con solo 122 mila container in transito nel 2022. Secondo il Messaggero ad andare in difficoltà sono gli scali di Trieste, Venezia e Gioia Tauro, per cui si prevede già una significativa contrazione.
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