Femminicidio di Capodanno – Il casolare della coppia nelle campagne di Sant’Oreste (nel riquadro Giulio Camilli)
Civita Castellana – Rosa D’Ascenzo, Rosetta come la chiamava affettuosamente chi la conosceva, non solo non sarebbe caduta dalle scale ma sarebbe stata già morta da tre ore quando il marito Giulio Camilli, la sera di Capodanno, si è presentato col cadavere della moglie in auto al pronto soccorso dell’ospedale Andosilla di Civita Castellana.
L’avrebbe uccisa colpendola più volte alla testa con una padella. Ora lui è recluso nel carcere romano di Rebibbia con l’accusa di omicidio aggravato. Avrebbe fatto 17 chilometri dalle campagne di Sant’Oreste col cadavere della moglie in macchina.
Chissà se il pastore maremmano in attesa sulla porta di casa o il gatto tigrato che passa veloce davanti alle telecamere dei cronisti era della vittima. “Un abbraccio a Rosetta, donna dolcissima grande amante degli animali”, spunta fuori a sorpresa dai social, che commuovono offrendo un piccolo ritratto privato.
Femminicidio di Capodanno – Il casolare della coppia nelle campagne di Sant’Oreste, sulla porta il pastore maremmano
Morta già da tre ore quando è giunta in ospedale. In attesa di conoscere l’esito dell’autopsia disposta dalla procura della repubblica di Tivoli sul corpo della 71enne, per il deposito del quale ci vorranno almeno un paio di mesi, queste sono le prime conclusioni cui sarebbero giunti i sanitari del nosocomio in provincia di Viterbo, punto di riferimento anche per gli abitanti del vicino comune di Sant’Oreste, in provincia di Roma, da cui il piccolo centro sul Monte Soratte dista però una cinquantina di chilometri.
Nel frattempo, contestualmente al fermo per omicidio aggravato di Camilli, sono stati posti sotto sequestro, oltre all’abitazione della coppia, anche i rispettivi cellulari.
Femminicidio di Capodanno – IL casolare dove sarebbe avvenuto il delitto sotto sequestro
Scena del crimine – secondo gli investigatori che hanno repertato tracce ematiche evidenti perfino sulla porta d’ingresso e oggetti sporchi di sangue tra cui la padella che sarebbe l’arma del delitto – il casolare isolato e semi diroccato in aperta campagna, in cui la coppia si sarebbe trasferita “per scelta” oltre venti anni fa e in cui voleva vivere nonostante le precarie condizioni igienico-sanitarie.
Femminicidio di Capodanno – Il casolare della coppia nelle campagne di Sant’Oreste, il degrado all’interno filmato dai Rai Uno
Lì Giulio e Rosa – di Fiano Romano lui e di Ponzano Romano lei – seguiti dal figlio e dai servizi sociali, avrebbero allevato animali e coltivato la terra, senza dare alcun segno di conflittualità. Lì “Capelli impicciati”, come era soprannominato il 73enne, si sarebbe scagliato contro la moglie, per motivi tutti da chiarire, colpendola più volte alla testa con una padella di ferro che a giudicare dalla profondità delle ferite doveva essere molto pesante.
Rosetta avrebbe tentato disperatamente di difendersi dalla furia del marito, come dimostrerebbero diversi segni rinvenuti sulle braccia.
Femminicidio di Capodanno – Il casolare della coppia nelle campagne di Sant’Oreste
Camilli, subito condotto in caserma dai carabinieri e posto in stato di fermo a meno di 24 ore dal delitto, sarebbe stato già noto per il carattere estremamente litigioso, burbero e irascibile, a causa del quale in passato gli sarebbero stati ritirati i fucili da caccia che possedeva. Ma mai sarebbero emerse aggressioni nei confronti della moglie.
Un paio di anni fa, come riferisce il sindaco Gregory Paolucci, servizi sociali, Asl, forestali e veterinari avrebbero effettuato un sopralluogo congiunto nel casale, accertando che ci fossero luce e acqua e prendendo atto che Giulio e Rosa lì volevano stare.
A proposito di casa, annunciando “ulteriori accertamenti anche di natura tecnica” per la completa ricostruzione dei fatti, ieri l’altro il procuratore capo facente funzione di Tivoli, Andrea Calice, che coordina le indagini dei carabinieri di Rignano Flaminio e di Bracciano, ha spiegato in una nota il perché del fermo, da passare al vaglio del gip del tribunale di Tivoli: “In considerazione della gravità del reato commesso e dell’incertezza del luogo di dimora dell’indagato, dopo il sequestro dell’abitazione, sussistendo il concreto pericolo di fuga”.
Femminicidio di Capodanno – Il casolare dove sarebbe avvenuto il delitto
La procura ha sottolineato come Giulio Camilli sia “gravemente indiziato dell’omicidio della moglie” e come “fondamentali” siano state “le indagini svolte nell’immediatezza dai carabinieri”.
Un plauso anche al personale medico del pronto soccorso dell’ospedale Andosilla di Civita Castellana.
“La natura delle lesioni riscontrate insospettiva i medici che allertavano immediatamente i carabinieri – spiega la nota – i militari delle compagnie di Civita Castellana e di Bracciano si attivavano con la massima celerità, in osservanza delle direttive emanate dalla procura di Tivoli in materia dei violenza di genere, acquisendo numerosi indizi e rilevando numerose tracce, anche all’interno dell’abitazione della coppia, che permettevano al pubblico ministero di formulare l’imputazione provvisoria di omicidio aggravato, da ritenersi allo stato ipotizzabile come femminicidio per tale intendendo l’uccisione di una donna commessa per motivi di genere”.
Silvana Cortignani
Femminicidio di Capodanno – IL casolare dove sarebbe avvenuto il delitto
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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