Viterbo – A Viterbo ubriaco molesta passanti poi aggredisce personale medico e carabinieri.
La domenica appena trascorsa è stata tutto fuorché tranquilla per la sezione radiomobile e la locale stazione della compagnia carabinieri di Viterbo, chiamate ad affrontare – si legge nella nota dell’Arma – un delicato quanto problematico intervento avvenuto nel suggestivo centro storico della città.
Nel corso della giornata festiva, un cittadino tunisino, visibilmente sotto l’influenza dell’alcol, ha molestato ripetutamente i passeggiatori, disturbando la quiete della domenica cittadina.
Nel tardo pomeriggio, la situazione ha preso una piega critica quando lo straniero ha manifestato comportamenti sempre più esagitati – prosegue la nota -. La gazzella della sezione radiomobile è nuovamente intervenuta, questa volta in via Cesare Dobici. Con l’assistenza dei sanitari del 118, il cittadino è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Belcolle, dove purtroppo ha perso il controllo, manifestando aggressività nei confronti dei carabinieri e del personale medico.
Durante il tentativo di contenere la situazione, due dei militari operanti sono rimasti contusi e hanno necessitato di cure mediche. Nonostante la resistenza dell’uomo, i carabinieri sono riusciti a placare la situazione e ad arrestare l’esagitato, per violenza e lesioni a pubblico ufficiale”.
Il cittadino tunisino è stato trattenuto a disposizione dell’autorità giudiziaria presso la struttura ospedaliera locale, a causa delle sue condizioni di salute compromesse dall’abuso di alcol. Dopo le incombenze di rito nella mattinata successiva, l’uomo è stato rimesso in libertà.
Il comandante della compagnia carabinieri di Viterbo ha elogiato l’operato dei reparti intervenuti per la “gestione efficace di questa delicata situazione, sottolineando l’importanza del coraggio e della dedizione dei suoi uomini nel mantenere la sicurezza pubblica”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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