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Ambiente - Nonostante la stagione invernale, viste le temperature e le scarse piogge, l'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino centrale esprime preoccupazione

Allarme siccità, l’Abdac: “Nella Tuscia deficit pluviometrico del 20,59% rispetto alla media storica”

di Samuele Sansonetti
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Siccità

Siccità


Viterbo – Piogge scarsissime e temperature più simili alla primavera (tranne in rare eccezioni) stanno accompagnando un inverno che anche nella Tuscia è meteorologicamente anomalo. Il trend è fisso ormai da qualche anno e l’allarme siccità, di pari passo, inizia a far parlare di sé sempre in anticipo.

A suonare l’allarme è l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale tramite i bollettini bimestrali redatti dall’apposito Osservatorio permanente per gli utilizzi idrici. L’ultimo documento è datato 24 gennaio e descrive uno scenario che torna preoccupante specialmente per gli agricoltori.


Campagna viterbese

Campagna viterbese


Il livello medio di precipitazioni – si legge nel documento –, secondo i dati delle stazioni meteo dell’area, registra, fino al mese di novembre 2023 compreso, un deficit pluviometrico del 20,59% rispetto alla media storica 2004-2019, seppur con un incremento dell’8,35% rispetto al 2022, annualità però di scarsissima piovosità“.

Al momento lo scenario in rapporto al quarto nazionale parla di “severità idrica bassa” ma essendo ancora in inverno, il rischio è quello di trascorrere un’estate molto difficile sia tra i campi che nei comuni o frazioni che solitamente soffrono i cali idrici (tra i principali Tre Croci, frazioni di Vetralla, ma anche alcuni punti di Soriano nel Cimino).

La situazione delle disponibilità alle fonti – spiega ancora l’Abdac – è di generale mantenimento rispetto ai livelli delle rendicontazioni precedenti, confermando però il generalizzato decremento rispetto al passato, soprattutto per quel che riguarda le sorgenti principali (a Piancastagnaio circa -40%). Ciò significa che il mantenimento del servizio è allo stato attuale favorito soltanto dalla diminuzione dei consumi dovuti alle precipitazioni stagionali e alla conseguente diminuzione di usi impropri. Non si registra ancora alle fonti una inversione di tendenza e quindi un netto miglioramento di disponibilità“.

Visto il rapporto, l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale fa emergere la necessità di monitorare costantemente l’andamento delle condizioni meteoclimatiche delle prossime settimane. Sempre secondo l’Abdac “è necessario continuare nelle azioni di sensibilizzazione perché venga garantito un corretto e responsabile uso della risorsa idrica e assicurare che vengano messe in campo le misure di contrasto programmate nel caso in cui vi sia un peggioramento della situazione”.

Samuele Sansonetti


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12 febbraio, 2024

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