Giancarlo Martinengo
Viterbo – “La questione è ancora in analisi e la stiamo valutando con l’amministrazione. Non abbiamo ancora una posizione da poter esprimere”. Così il capogruppo di Viterbo 2020 Giancarlo Martinengo dopo le dimissioni di Vittorio Sgarbi da sottosegretario ai Beni culturali del governo di Giorgia Meloni. Sgarbi che, per il momento, resta ancora assessore alla Bellezza della sindaca Chiara Frontini.
Chiara Frontini e Vittorio Sgarbi
Consigliere Giancarlo Martinengo, secondo lei, non è arrivato il momento di togliere a Vittorio Sgarbi la delega alla Bellezza?
“La decisione di Sgarbi di dimettersi da sottosegretario ai Beni culturali del governo è una decisione autonoma. Le motivazioni sono personali. Per quanto riguarda il comune di Viterbo, ogni decisione esula dalle dimissioni di Sgarbi”.
Una decisione, quella di Sgarbi, che arriva dopo inchieste giornalistiche, Antitrust e inchieste giudiziarie…
“Sgarbi non le ha motivate e non sappiamo se queste indagini e inchieste hanno portato alle dimissioni”.
Viterbo resta una delle ultime roccaforti di Sgarbi.
“Ce ne sono tante. Sgarbi non è assessore soltanto qui da noi”.
E a Viterbo cosa intendete fare?
“La questione è ancora in analisi e la stiamo valutando con l’amministrazione. Ma non abbiamo ancora una posizione da poter esprimere”.
Quale è il suo punto di vista, il punto di vista da capogruppo di Viterbo 2020, forza di maggioranza?
“Io sono un garantista per eccellenza. Ho fiducia nella magistratura, aspetto la fine delle indagini e poi trarrò una conclusione”.
Vittorio Sgarbi
Sgarbi doveva dare lustro alla città, ora invece si ritrova su tutte le pagine nazionali a seguito di indagini che lo riguardano. Qual è stato, in oltre un anno e mezzo da assessore alla Bellezza, il suo valore aggiunto per la città di Viterbo?
“L’effetto positivo lo vediamo all’interno del museo dei portici e con tutte le mostre che sono state realizzate”.
Con Sgarbi, però, completamente assente.
“L’assenza fisica a una cerimonia non dimostra l’assenza materiale e fattiva di un’attività amministrativa e organizzativa”.
Però l’assenza fisica dalle giunte, dove Sgarbi non c’è stato quasi mai, sì. Non crede?
“Le attività che Sgarbi che ha fatto, anche se non in presenza, le ha realizzate”.
Tutte queste vicende che vedrebbero Sgarbi coinvolto non potrebbero rappresentare un “danno” per l’immagine stessa di Viterbo?
“Potrebbe. Però gliela trasforma. Se un’amministrazione è garantista, come dovrebbe essere fino a prova contraria, una risposta affrettata potrebbe essere negativa rispetto a quelle che potrebbero essere le conseguenze delle indagini. Io resto garantista e aspetto i risultati delle indagini. Dopodiché si prenderà una decisione”.
Daniele Camilli
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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