Roma – “Condivido pienamente la decisione della presidente del consiglio di pretendere, per l’Italia, dal capo del governo ungherese, Viktor Orban, tutte le garanzie per Ilaria Salis, come impone, per uguali diritti civili, l’appartenenza alla comunità europea”. Vittorio Sgarbi commenta così, in una nota, la vicenda giudiziaria di Ilaria Salis, l’insegnante detenuta da 11 mesi in un carcere di Budapest con l’accusa di lesioni aggravate nei confronti di alcuni manifestanti di estrema destra.
“Ritengo impropria la posizione di chi – non potendo valutare responsabilità penali allo stato indimostrate – fa riferimento a una condanna che metterebbe in discussione l’insegnante Salis”, prosegue la nota.
“Considero inevitabile la riflessione di Concita de Gregorio, che sarebbe contenta ‘di avere avuto o che i miei figli avessero avuto maestri capaci d’insegnare cosa significa credere in un’idea’ – conclude la nota -. Concetto giusto. E vale per i grandi antifascisti, da Gobetti a Gramsci, che hanno pagato con la vita e il carcere le loro idee. Siamo tutti antifascisti. E non dobbiamo perciò avere tutti le stesse idee. Ma rispettare e ammirare chi le difende. E questo certamente ha fatto la Salis. Gli atti penalmente rilevanti, se accertati, sono altra cosa. Ricordo che Roberto Maroni fu condannato per avere difeso la sede della Lega che per lui rappresentava l’idea della Lega”.
– Caso Ilaria Salis, in aula entra incatenata e con un guinzaglio per tenerla sotto controllo
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY