Viterbo – Droga nascosta in un vaso a San Pellegrino, giovanissimo pusher in manette. Nei guai due altri ragazzi sorpresi con un coltello e un tirapugni.
Viterbo – Il coltello, il tirapugni, la droga e i soldi sequestrati
“Lo scorso 8 febbraio personale della polizia di stato della squadra mobile della questura di Viterbo, nell’ambito di mirati servizi volti alla repressione del fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, ha tratto in arresto un minore di nazionalità cingalese con precedenti di polizia specifici per traffico di droga e denunciato due maggiorenni per possesso di armi e droga – fanno sapere dalla questura con una nota -. In particolare, sotto l’antico arco medievale di via San Pellegrino, nel centro storico di Viterbo, gli agenti notavano alcuni ragazzi stazionare accanto al muretto e un via vai di giovani da cui emergeva un’attività di spaccio in corso.
Così, dopo aver visto uno scambio, hanno dapprima fermato l’acquirente, trovato in possesso di circa 2 grammi di hashish e, successivamente, il ragazzo che aveva consegnato la sostanza sorpreso ad armeggiare in un vaso lì vicino, all’interno del quale sono stati rinvenuti circa 20 grammi dello stesso stupefacente e 110 euro in banconote di piccolo taglio. Due giovani identificati sul posto sono stati trovati in possesso di armi bianche (un coltello e un tirapugni) e denunciati in stato di libertà all’autorità giudiziaria.
Durante la successiva perquisizione effettuata a casa del minore sono stati sequestrati un bilancino utilizzato per pesare lo stupefacente e alcune confezioni svuotate di probabile analoga sostanza. Il giovane – conclude la nota -, è stato pertanto arrestato e, al termine degli adempimenti di rito, su disposizione della procura della repubblica presso il tribunale dei minorenni di Roma accompagnato presso il centro di prima accoglienza per minori della capitale”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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