Roma – Il generale Vannacci indagato per “peculato e truffa”.
L’indagine avviata dalla procura militare per peculato e truffa ora passa alla magistratura. Si fa chiarezza, per ordine dello stato maggiore della Difesa e durata dieci giorni, sul periodo in cui il generale ha ricoperto l’incarico di addetto militare a Mosca.
A Roberto Jannacci tre contestazioni: indennità di servizio per i familiari percepite illecitamente, spese per benefit legate all’auto di servizio non autorizzate, rimborsi per l’organizzazione di eventi e cene che in realtà non sarebbero stati organizzati.
Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, tra le richieste contestate a Vannacci ci sarebbe anche il rimborso per una cena che si sarebbe svolta nel suo alloggio di servizio il 23 maggio 2022, dunque dopo la decisione di Mosca di espulsione dei diplomatici e militari italiani.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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