Viterbo – “Il 72% dei giovanissimi vede nel cyberbullismo la principale minaccia per sé stessi”. “I ragazzi nel web trovano una prateria da scoprire, ma anche un territorio franco, dove soprattutto i più giovani, se non controllati, sono maggiormente esposti ai pericoli”. “Noi genitori dobbiamo essere una guida positiva per i nostri figli”. L’avvocato Luigi Todaro, esperto in Cyber Security e Data Protection e segretario dell’associazione cyber actors, in occasione del Safer Internet day 2024, giornata per la sicurezza in rete, spiega i rischi che corrono i ragazzi, spesso troppo connessi.
Che cosa fanno i giovani così tanto tempo connessi?
“Che gli adolescenti siano sempre connessi è un dato di fatto – spiega Todaro -. D’altronde, i dati di Save the Children, ci informano che metà degli adolescenti passa online più di 5 ore al giorno e che il 91,7% dei 14-17enni utilizza Internet quotidianamente.
Usano la messaggeria istantanea, attraverso WhatsApp, Messenger, Viber e altro (93%), guardano i video (84%), frequentano i social media (79%), videogiocano (72,4%). Un uso chiaramente eccessivo, che può avere conseguenze negative, a cominciare dalla dipendenza.”
Che tipo di dipendenze?
“I social rendono superficiali le relazioni, è vero, e l’abbiamo visto durante la pandemia, che la tecnologia permette di mantenere i contatti, ma la presenza fisica è tutta un’altra cosa perché hai la possibilità di un confronto faccia a faccia. Perché, spiegare le proprie emozioni, sentire quelle degli altri, mettersi in gioco ed esporsi fa parte del percorso di crescita di tutti La rete, che spesso ti permette di comunicare con un commentino o in modo ancora più semplificato, con un emoji, non di fornisce le giuste misure per un confronto o per focalizzare un conflitto e cercare di risolverlo. Se il contatto è solo in rete, queste modalità non si imparano. Molto spesso a questa povertà emotiva corrisponde una povertà linguistica. Per non parlare dei rischi che la rete presenta come phishing, sextortion, cyberbullismo che sono fenomeni puniti dalla legge, a proposito dei quali è necessario informare gli utenti, soprattutto i più giovani”.
Quali sono i mezzi per contrastare questo fenomeno?
“Intanto approfittiamo della giornata Safer internet Day” che celebra appunto la giornata della sicurezza della rete per ricordare un quadro piuttosto preoccupante: il 72% dei giovanissimi vede nel cyberbullismo la principale minaccia per sé stessi. Dati inquietanti. Bisogna fare attenzione ai siti che si visitano e le persone con le quali si interagisce online. Bisogna fare attenzione alle parole che si dicono e come vengono dette.
Bisogna proteggere con estrema cura la propria identità digitale e le proprie informazioni personali sparse in rete. Tematiche che trattiamo annualmente con l’evento Cyber Act Forum, organizzato dalla nostra associazione Cyber actors, dove spesso ci raggiungono professionisti ed esperti di livello mondiale. Nella scorsa edizione di ottobre, abbiamo avuto l’onore di ospitare padre Paolo Benanti, nuovo presidente della Commissione Algoritmi il quale ha sottolineato nell’occasione la necessità di valutare i rischi dell’Intelligenza artificiale. D’altronde, l’AI rappresenta pur sempre una macchina che è capace di “narrare”, capace di raccontare storie e le storie possono contribuire a formare l’opinione pubblica”.
Quindi, i giovano sono lasciati troppo spesso soli online?
“Sì, spesso sono lasciati soli a tu per tu con il web, i ragazzi sicuramente trovano una prateria da scoprire, ma anche un territorio franco, dove soprattutto i più giovani, se non controllati, sono maggiormente esposti ai pericoli. Bisogna cercare gli strumenti e i mezzi per far loro trascorrere più tempo dal vivo con le persone a loro importanti. Trovare spazi ed opportunità per poterlo fare. Si tratta di giovani nati e cresciuti con i dispositivi digitali, per cui la disconnessione è un’esperienza che non hanno mai provato e che probabilmente vorrebbero fare, a patto di non restare soli”.
Che ruolo hanno in tutto questo i genitori?
“Fondamentale, il mondo del digitale cambia velocemente ed è fondamentale restare al passo sui canali e le modalità di comunicazione dei giovani. Allo stesso tempo, però, crescono altri fenomeni che, senza un aggiornamento dei programmi formativi e la collaborazione tra genitori e scuole, continuano a dilagare incontrastati e rendono spesso il mondo di internet un ambiente pericoloso per i giovani. Spesso però, io per primo sono il primo ad abusare di Smarthphone e Social Media. Noi genitori, infatti, dobbiamo essere consapevoli del nostro uso eccessivo dello smartphone e provare a lavorare su noi stessi per cambiare queste abitudini e agire come buoni modelli per i nostri figli. Solo in questo modo – conclude l’avvocato Todaro -, saremo in grado di fornire una guida positiva e supportare i nostri figli nell’uso equilibrato e responsabile della tecnologia”.
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