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Tribunale - Vittima il presidente della camera penale Remigio Sicilia - A palazzo di giustizia l'imputato ha dato in escandescenze in aula, nel corridoi e nel piazzale davanti a numerosi testimoni

Insulta l’avvocato della nuora in tribunale e su Facebook, doppio processo per diffamazione

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L'avvocato Remigio Sicilia

L’avvocato Remigio Sicilia

Viterbo – (sil.co.) – Insulta l’avvocato di parte civile della nuora in tribunale e su Facebook, doppio processo per diffamazione.

Uno è già in corso davanti al giudice di pace per due episodi avvenuti al palazzo di giustizia di via Falcone e Borsellino, mentre l’altro processo, per diffamazione aggravata tramite social network, si aprirà ad aprile davanti al giudice monocratico Daniela Rispoli.

Vittima l’avvocato nonché presidente della camera penale Remigio Sicilia, parte offesa e parte civile con l’avvocato Domenico Gorziglia, mentre l’imputato è assistito dal difensore Matteo Moriggi.

I fatti avvenuti in tribunale – in aula, nel corridoio del piano terra e nel piazzale, sotto gli occhi di numerosi testimoni – risalgono al 2022. Più o meno alla stessa epoca i post diffamatori rivolti al legale, che sono stati pubblicati su Facebook.

Sicilia, difensore di parte civile in un processo in cui è coinvolta come parte offesa una minore, per ben due volte, è stato violentemente aggredito da uno degli imputati, per l’appunto nonno della piccola. Per fortuna solo verbalmente, in quanto l’uomo è stato provvidenzialmente “trattenuto”, mentre continuava a dare in escandescenze sia dentro che fuori il palazzo di giustizia del Riello.

Episodi molto gravi, che fecero il paio con l’aggressione di un altro avvocato, il legale Vincenzo Dionisi, nel parcheggio del tribunale, in seguito ai quali il consiglio dell’ordine degli avvocati della provincia di Viterbo espresse la massima solidarietà ai due colleghi, “vittime di distinte aggressioni subite a causa ed in occasione dell’esercizio dell’attività professionale”.

“Gli ultimi eventi, di cui tutti siamo testimoni  – si legge in una nota del consiglio dell’ordine – sono purtroppo frutto della percezione, del tutto distorta, che alcuni hanno del ruolo dell’avvocato, troppo spesso associato al proprio assistito ed alle vicende personali di quest’ultimo, dimentichi della funzione sociale del difensore e del suo ruolo tecnico, essenziale ed imprescindibile nella tutela dei diritti dei cittadini.

Non essendo ammissibile né giustificabile alcuna forma di aggressione fisica o verbale nei confronti dei colleghi, il consiglio dell’ordine di Viterbo condanna fermamente detti episodi ribadendo la propria vicinanza agli stimati colleghi”.


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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23 febbraio, 2024

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