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Tribunale - È stato colpito cinque mesi fa da divieto di avvicinamento - Giudizio immediato per violazione di domicilio, stalking e maltrattamenti in famiglia

Stalker si arrampica sul balcone di cucina e piomba a casa della ex

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Viterbo – (sil.co.) – Stalker acrobata, per entrare a casa della ex si arrampica sulle tubature esterne del palazzo, saltando sul balcone di cucina e facendo irruzione nell’abitazione da dove sono riusciti a stanarlo solo i carabinieri.  


Violenza sulle donne - foto di repertorio

Violenza sulle donne – foto di repertorio


A processo davanti al collegio un 37enne sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla parte offesa per i reati di stalking e violazione di domicilio.

L’imputato, che deve rispondere anche di maltrattamenti in famiglia, è  difeso dall’avvocato Gianni Ceccarelli, mentre la presunta vittima, una 31enne, si è costituita parte civile con l’avvocato Giuseppe Picchiarelli. 

La situazione è precipitata lo scorso mese di settembre quando la donna, più volta aggredita durante la convivenza anche davanti al figlioletto di pochi anni, si è decisa a sporgere denuncia dopo che l’ex compagno le è piombato in casa arrampicandosi sul balcone di cucina.

Ma già durante le festività natalizie del 2021 l’uomo, spesso in stato di alterazione a causa dell’abuso di alcolici, si sarebbe reso protagonista di un violento episodio finito col lancio di una palla dell’albero addosso al piccolo, che all’epoca aveva poco più di un anno.

L’estate successiva, nel 2022, avrebbe colpito la compagna tirandole un rasoio elettrico e schiaffeggiandola. Il giorno di ferragosto dello stesso anno, mentre tornavano dal mare in auto col figlio, l’avrebbe ferita con una moneta, rifiutandosi di portarla al pronto soccorso nonostante la copiosa fuoriuscita di sangue. La relazione si sarebbe definitivamente chiusa dopo l’ennesimo pestaggio, ancora una volta in auto, il 12 marzo 2023.

Da quel momento sarebbero iniziati gli atti persecutori, documentati da messaggi ingiuriosi e minatori del tipo “sei un’infezione grave che purtroppo ho capito tardi”, “fai schifo, giuro”, “sei cornuta, tutti lo sanno”, “troia, puttana”, “ti brucio”, “occhio a tuo padre, ora tocca a lui”, “ciao immondizia”, “ti rovino”.

Un’escalation sfociata lo scorso 22 settembre nell’introdursi nel condominio dove viveva la parte offesa che non gli rispondeva al citofono e nel tentativo di entrare nell’appartamento della donna bloccando la porta d’ingresso con un piede per evitare che lei si chiudesse dentro dopo avergli detto, come già fatto da altri inquilini del palazzo, di andarsene via.

Non contento, dopo essersi attaccato nuovamente al citofono, il 39enne, arrampicandosi su una tubatura fino al balcone della cucina, sarebbe riuscito a fare irruzione nell’abitazione, da dove non avrebbe voluto sapere di andarsene fino all’arrivo dei carabinieri.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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23 febbraio, 2024

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