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Civitavecchia – Riceviamo e pubblichiamo – La figura di Giovanni Paolo II a Civitavecchia è portata avanti in maniera non adeguata, come quella di un monarca avido e insaziabile che vuole prendersi tutto.
In nessun caso il papa, oggi santo, sarebbe andato all’arrembaggio per cancellare e intitolarsi il Molo Sardegna, memoria storica del porto, della città, del Mediterraneo.
Successivamente la Terrazza Guglielmi. Chiusa da 25 anni, gli è stata dedicata con scippo, dopo i restauri, alla riapertura.
Inoltre non si sarebbe mai permesso di far sloggiare la statua del vescovo Carlo Chenis e prenderne il posto in piazza. Tra l’altro è sbagliata la data 2023 invece di 2024. Sulla targa il nome dell’attuale vescovo, inoltre l’autore e la fonderia che hanno eseguito il lavoro.
Questi due ultimi sono particolarmente inopportuni. Devono essere incisi alla base dell’opera e in maniera discreta, altrimenti è pubblicità. Vanno rimossi.
In basso mancano La Città di Civitavecchia e la data completa in cui è stata celebrata la ricorrenza della Visita pastorale, non bisogna aggiungere altro.
San Giovanni Paolo II preferirebbe essere ricordato in maniera corretta e sobria, con scrupolosa attenzione ai riferimenti: devono riguardare esclusivamente Civitavecchia e non altri.
Flavio Martino
– “La statua di Papa Giovanni Paolo II è il regalo più grande per la nostra città”
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