Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Spettacolo - All'appello del cantante sono seguite le dichiarazioni di Alon Bar: "Ritengo vergognoso che il palco del festival sia stato sfruttato per diffondere odio e provocazioni"

“Stop genocidio” di Ghali a Sanremo diventa un caso, l’ambasciatore israeliano interviene

Condividi la notizia:

Ghali

Ghali

Sanremo – “Stop genocidio” di Ghali a Sanremo diventa un caso, l’ambasciatore israeliano interviene.

“Stop genocidio”. Questa la frase pronunciata dal cantante Ghali sul palco di Sanremo nella finale di ieri sera.

Quarto classificato, Ghali ha approfittato del palco dell’Ariston per lanciare un appello sulla guerra in Medio Oriente, dopo aver dialogato con il pupazzo-alieno Rich Cholino che lo ha accompagnato in tutte le serate del festival. 

All’appello di Ghali è seguito l’intervento dell’ambasciatore israeliano a Roma, Alon Bar.  

“Ritengo vergognoso che il palco del festival sia stato sfruttato per diffondere odio e provocazioni in modo superficiale e irresponsabile – ha scritto su X l’ambasciatore –. Nella strage del 7 ottobre, tra le 1200 vittime, c’erano oltre 360 giovani trucidati e violentati nel corso del Nova Music Festival. Altri 40 di loro, sono stati rapiti e si trovano ancora nelle mani dei terroristi. Il festival di Sanremo avrebbe potuto esprimere loro solidarietà. È un peccato che questo non sia accaduto”.

La replica del cantante Ghali è arrivata a Domenica In: “Mi dispiace che abbia risposto in questo modo, c’erano tante cose da dire. Ma per cosa altro avrei dovuto usare questo palco? Io sono un musicista prima di salire su qui sopra: ho sempre parlato di questo fin da quando sono bambino. È da quando ho 13-14 anni che parlo di quello che sta succedendo nelle mie canzoni. Sono nato grazie ad internet e non è dal 7 ottobre che ne parlo, questa cosa va avanti già da un po’”.

Dal canto suo, la presidente delle Comunità Ebraiche Italiane, Noemi Di Segni, ha criticato l’utilizzo unilaterale del palco di Sanremo per messaggi pro Palestina, lamentando la mancata opportunità di lanciare un appello per il rilascio degli ostaggi nelle mani di Hamas. Ha espresso il desiderio che l’Eurovision, che vedrà la partecipazione dei vincitori di Sanremo e di altri paesi, non diventi teatro di distorsioni o boicottaggi, ricordando i 136 ostaggi che meritano di tornare a casa.

Roberto Sergio, amministratore delegato della Rai, ha espresso solidarietà al popolo di Israele e alla comunità ebraica, riferendo dell’impegno della Rai nel raccontare le tragedie legate al conflitto. “Ho vissuto assieme all’ambasciatore Bar ed alla presidente Di Segni gli eventi che la Rai ha dedicato alla memoria della Shoah nell’ultima settimana di gennaio – ha affermato -. E ogni giorno i nostri telegiornali e i nostri programmi raccontano – e continueranno a farlo – la tragedia degli ostaggi nelle mani di Hamas, oltre a ricordare la strage dei bambini, donne e uomini del 7 ottobre”.

La politica italiana si è divisa sulla polemica. Il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, ha criticato la Rai per non aver espresso immediata solidarietà a Israele, richiamando l’attenzione su un tweet dell’ambasciatore israeliano in Italia che denunciava le espressioni di alcuni cantanti al festival come propaganda. Al contrario, Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana e parlamentare di Avs, ha lodato l’appello di Ghali per il suo coraggio e la verità delle sue parole.


Condividi la notizia:
11 febbraio, 2024

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/le-strane-pose-di-milo/