Giancarlo Turchetti
Viterbo – “In vent’anni la Tuscia ha perso 20 mila giovani, Viterbo è diventata ormai la porta del meridione.”.
Così il segretario generale della Uil Viterbo, Giancarlo Turchetti, questa mattina alle terme Salus lungo la Tuscanese dove il sindacato e l’Eures hanno presentato il rapporto Lavoro, giovani e territorio sull’occupazione e la qualità del lavoro in provincia.
“La popolazione invecchia pericolosamente, precipita l’occupazione – ha proseguito Turchetti –, soprattutto tra i giovani, e la quasi totalità dei contratti è a termine”.
Un evento, quello iniziato oggi, che durerà tre giorni, fino al 23 marzo, con l’obiettivo di formare la classe dirigente del futuro della categoria UilTucs, commercio, servizi e turismo, che, assieme alla confederazione di Viterbo ha organizzato l’appuntamento alle Salus.
Alessandro Contucci
“Oltre a perdere 20 mila giovani in 20 anni – ha detto Turchetti –, a causa del calo demografico e di vere e proprie migrazioni verso l’estero, tra il 2012 e il 2023, la popolazione della Tuscia, in termini generali, è diminuita di 8 mila unità. Un crollo che mette a rischio il ricambio generazionale con impatti devastanti sull’economia”.
Conseguenze già in evidenza. “Trovare lavoro a Viterbo – ha sottolineato infatti il segretario generale della Uil – è difficile, se non addirittura difficilissimo. Il tasso di occupazione è al 58%, inferiore al dato regionale, che si colloca al 63%, e a quello nazionale, attestato invece al 61%. Ciò significa che sul nostro territorio non si fa buona occupazione. La disoccupazione è a sua volta al 10%, due punti e mezzo in più rispetto alla regione e al paese nel suo complesso”.
Per quanto riguarda i giovani, “il tasso di occupazione, dopo i 24 anni di età, precipita verticalmente al 18%. Con tassi di disoccupazione che superano il 40”.
Infine, le tipologie contrattuali. “Il 78% dei contratti che vengono fatti nella Tuscia – ha commentato Turchetti – sono contratti a termine. E se ciò non bastasse, gli aumenti salariali sono stati divorati tutti dall’inflazione, vale a dire dall’aumento dei prezzi su tutti i fronti”.
Ad intervenire, assieme a Turchetti, anche il segretario organizzativo nazionale della Uil, Emanuele Ronzoni, il segretario generale della UilTucs del Lazio Alessandro Contucci, il presidente di Eures Fabio Piacenti, il presidente della provincia Alessandro Romoli, la consigliera comunale Francesca Pietrangeli, il presidente della camera di commercio Domenico Merlani, Alessandra Sensi, presidente dei giovani imprenditori Unindustria Viterbo, Silvia Somigli, segretaria generale Uil scuola Viterbo, Priscilla Binda, responsabile politiche giovanili UilTucs Roma e Lazio, e il dirigente scolastico dell’Itt Leonardo Da Vinci, Luca Damiani.
Alessandro Romoli
“8 mila persone in meno – ha continuato Romoli – è come veder scomparire un comune. Uno studio preoccupante sullo stato di salute delle comunità locali. Dobbiamo educare le famiglie a collocare i nostri ragazzi nel sistema scolastico. È necessario ricreare l’idea che la formazione è immediatamente collegata al lavoro”.
“I giovani non si devono accontentare di un lavoro che li renda infelici o non gli dia l’indipendenza economica e abitativa – ha rilanciato Pietrangeli -. Pensare ai ragazzi è pensare al futuro che ad oggi non è dei più rosei”.
Francesca Pietrangeli
“Il dialogo tra scuola e mondo dell’impresa va potenziato e sviluppato – ha rimarcato Damiani -. La scuola deve innovare metodologie e contenuti. Solo in questo modo potrà favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro”.
“Il nostro obiettivo – ha poi preso la parola Contucci – è avvicinare i giovani ai territori, coinvolgendo i lavoratori delle province su Roma e viceversa. 30 ragazzi under 35 faranno domani una giornata di workshop per capire come vogliamo costruire il futuro a partire dal loro punto di vista. Paure, prospettive e possibilità le parole chiave che lo caratterizzeranno”.
Domenico Merlani
“Nella Tuscia – ha aggiunto Merlani – il tasso di invecchiamento è più alto delle medie regionale e nazionale. Il problema vero è il ricambio generazionale. E questo non rappresenta una buona prospettiva per il futuro. Una terra che sta invecchiando con i giovani che se ne vanno”.
“La scuola è la chiave di volta – ha evidenziato Somigli –. È con la formazione che si crea il gruppo dirigente del futuro. Una formazione che deve essere agganciata al mondo del lavoro e ai diritti che lo caratterizzano”.
Emanuele Ronzoni
“Il lavoro va messo al centro, perché il lavoro è il motore del paese – ha concluso Ronzoni -. Il 2024 deve essere l’anno in cui si rinnovano i contratti. Per aumentare i consumi bisogna dare più risorse ai lavoratori e ai pensionati. Quindi vanno aumentati i salari. Ci sono dei temi fondamentali che devono essere affrontati. Temi che riguardano il futuro. Rendere più equo il sistema fiscale, ad esempio, significa dare alle nuove generazioni la possibilità di vivere in una situazione diversa. Il sindacato ha la rappresentanza del paese reale e abbiamo la responsabilità di dare risposte concrete ai lavoratori. E la nostra organizzazione sta crescendo in consensi e voti nelle rappresentanze. Siamo l’unica organizzazione sindacale che tra i propri iscritti ha più lavoratori che pensionati. L’organizzazione che cresce più di tutte sui posti di lavoro”.
Daniele Camilli
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