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Napoli - Le prime parole da neolaureato e la dedica al padre: "La vita può deviare il tuo percorso, rallentarlo, ma si può raggiungere la meta lo stesso. Te l'avevo promesso, ecco la mia laurea"

Dopo 54 anni di università, 73enne si laurea in medicina

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Napoli – Dopo 54 anni di università, 73enne si laurea in medicina.

Napoli in festa per il neodottore ultrasettantenne che oggi  ha coronato il sogno di laurearsi in Medicina e Chirurgia.

Il 73enne aveva promesso al padre, prima di morire, che avrebbe portato a termine il percorso di studio universitario iniziato decenni prima. Oggi, dopo 54 anni dall’iscrizione, ha realizzato il suo sogno laureandosi in Medicina e Chirurgia all’università Vanvitelli.

“Mio fratello si stava laureando in Lettere qui a Napoli – ha raccontato l’uomo – e mi ha spinto a iscrivermi a Medicina nel 1970. Poi sono accadute tante cose: la malattia di mia madre, che ho assistito per 18 anni, poi quella di mio padre, più breve ma altrettanto dolorosa e che esigeva cure, le difficoltà economiche, il mio lavoro da agricoltore. La vita può deviare il tuo percorso, rallentarlo, ma questo non significa che non si può egualmente raggiungere la meta, i propri sogni. Anche a 73 anni, come è successo oggi a me”.  


Una corona d'alloro

Una corona d’alloro


Il neolaureato è originario di Sava, cittadina in provincia di Taranto, dove abita tuttora. Da Sava, in mattinata, è partito un pullman pieno di amici e parenti diretto a Napoli, per condividere l’emozione del grande giorno.

“Il dottore qui presente – ha commentato il docente relatore della sua tesi – è rimasto iscritto all’università per 54 anni perché, nonostante le tante avversità che la vita gli ha riservato, voleva portare a termine i suoi studi. Nulla lo ha fatto desistere, nemmeno le sveglie alle 2 di notte per mettersi in autobus alle 5 del mattino, facendo 7 ore di viaggio e, spesso, restando sveglio anche la notte successiva aspettando in stazione il bus del ritorno. Questo per ogni esame, corso o incontro con i docenti”. 

Dopo l’iscrizione universitaria nel 1970, l’uomo si è ritrovato a far fronte alle gravi malattie dei genitori, a difficoltà economiche e a altri ostacoli, continuando a studiare nel tempo libero che gli rimaneva tra un lavoro e l’altro.

“Negli anni ho svolto molte professioni diverse – ha dichiarato dopo la proclamazione il neodottore -. Prima ho fatto per anni l’agricoltore, poi l’impiegato presso gli uffici del giudice di pace, infine l’impiegato comunale per i servizi sociali. Questi in qualche modo avevano a che fare con la cura delle persone, e mi piacevano molto perché quello è sempre stato il mio desiderio. Avevo promesso a mio padre che mi sarei laureato, me lo chiese prima di morire. Mi disse: “Enzo non mollare”. E io non l’ho fatto. Ecco la mia laurea, papà”.


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27 marzo, 2024

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