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Tribunale - Concessi gli arresti domiciliari in un monastero di suore del Chianti - L'imputato era detenuto nel carcere da una settimana

Accoltella agente Polfer, sconterà un anno e due mesi di reclusione nel convento delle clarisse

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La polizia ferroviaria in stazione

La polizia ferroviaria in stazione


Orte – (sil.co.) – Concessi gli arresti domiciliari in convento al passeggero di un treno condannato a un anno e due mesi di carcere per avere accoltellato un poliziotto della polizia ferroviaria a Orte Scalo.

Il giudice Giovanna Camillo, che giovedì pomeriggio, al termine del processo si era riservata sull’istanza del difensore Filippo Antonio Greco, ieri ha concesso all’imputato, d’origine africana, la sostituzione con gli arresti domiciliari, presso una struttura religiosa situata nel Chianti, in provincia di Firenze, della misura di custodia cautelare nel carcere di Mammagialla (ora intitolato a Nicandro Izzo), dove era recluso una settimana.

“Il mio assistito, che ha seri problemi di salute, era domiciliato presso il monastero delle suore clarisse di San Casciano Val di Pesa, in Toscana, la cui madre superiora ha dato la disponibilità ad accoglierlo nuovamente”, ha spiegato il legale, al termine del patteggiamento, rito grazie al quale l’imputato ha beneficiato dello sconto di un terzo della pena, che altrimenti sarebbe stata più elevata, visti i reati contestati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale oltre che di porto abusivo di arma.

L’imputato era a bordo di un treno diretto da Firenze a Roma, la sera dello scorso 7 marzo, quando all’improvviso ha dato in escandescenze di fronte al capotreno al controllo del biglietto. In soccorso sono intervenuti gli agenti della Polfer di Orte, uno dei quali è stato ferito da una coltellata sferrata con la lama di un taglierino, che il passeggero teneva nascosto nella tasca della felpa. Medicato in ospedale, il poliziotto è stato dimesso con una prognosi di cinque giorni. 

L’uomo, che non sarebbe nuovo a episodi violenti, si è scusato davanti al giudice per la sua condotta e l’accoltellamento del poliziotto, spiegando poi di avere problemi di salute per cui indossa da dieci anni un tutore alla gamba sinistra, che il prossimo 23 aprile deve essere cambiato con un nuovo nuovo, motivo per cui ha chiesto di poter tornare a Firenze, dando il consenso al braccialetto elettronico, a ulteriore garanzia che non si metterà di nuovo nei guai. 


 Articoli: Accoltella agente Polfer, patteggia 14 mesi e chiede i domiciliari dalle suore – Scoperto senza biglietto sul treno, aggredisce agenti Polfer con un taglierino


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva.


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16 marzo, 2024

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