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Andrea Micci: “La sindaca Frontini, se ha un po’ di dignità, si dimetta” e l’opposizione lavora a una mozione di sfiducia

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Viterbo – “La sindaca Frontini se ha uno sprazzo di dignità deve dimettersi”. Andrea Micci (Lega) torna a incalzare Chiara Frontini sulla vicenda registrazioni e in consiglio comunale ribadisce la richiesta. Mentre l’opposizione sta lavorando a una mozione di sfiducia


Viterbo - Consiglio comunale - La minoranza

Viterbo – Consiglio comunale – La minoranza


Le frasi pronunciate durante una cena dal marito del primo cittadino sono gravi e non possono non avere conseguenze.

“Il suo atteggiamento e quello della maggioranza è surreale – spiega Micci – si parla di un complotto che mina la sua serenità, ma allora, della serenità del consigliere Bruzziches e della sua famiglia, non si preoccupa?”.

Nell’incontro, che il consigliere passato all’opposizione ha registrato, una delle frasi riportate pare tutt’altro che rassicurante: “Se io voglio fare male, capisco chi del tuo stato di famiglia è più debole e poi vado a colpire quella persona”. Detta dal marito della sindaca, che si definisce: “La sua anima nera”.

Al tavolo, Bruzziches e moglie, Cavini e moglie. Il consigliere si è sentito minacciato e tempo dopo ha sporto denuncia.

“Non credo alla storia del complotto – dice Micci – quali sono i moventi, chi c’è dietro Bruzziches? Tusciaweb ha posto domande, dovete rispondere”.

Stupito, Micci, anche dall’atteggiamento tenuto dai colleghi di maggioranza: “Una difesa a spada tratta, buttando le colpe su chi ha registrato. Ma quelle sono dichiarazioni di cui va dato conto. Ho chiesto le dimissioni e torno a chiederle.

Deve rimettere la decisione ai cittadini, se ha uno sprazzo di dignità deve dimettersi e non dare la colpa a non si sa bene chi. Rimetta la scelta ai viterbesi, se è così sicura di sé”.

Non meno dura, Luisa Ciambella (Per il bene comune), sempre ieri in consiglio comunale. Amareggiata per avere sostenuto Frontini al turno di ballottaggio. “Nessuno è mai riuscito a screditare la città e associare Viterbo a situazioni che lei ha definito grottesche e surreali – spiega Ciambella riferendosi all’intervento da parte della sindaca – non ci ha detto nulla e lo ha fatto con con tono di voce sprezzante, quasi fosse una sfida”.

Una vicenda che la cronaca nazionale ha portato alla ribalta: “Una ferita aperta, Viterbo non citata per la Macchina di Santa Rosa o il Giubileo, ma per questo scandalo in salsa viterbese. Non ho avvertito grande senso responsabilità, fa finta di nulla. Dimostrando così inadeguatezza”.

La sindaca per Ciambella si sarebbe dovuta muovere in tutt’altra direzione. Doveva immediatamente chiedere scusa alla città. “Nessuno crede al complotto e che sono tutti cattivi dal momento che lei ha portato un cambiamento. Anche perché, del cambiamento non c’è traccia”. Arrivati a questo punto, il suggerimento: “Valuti di fare un passo indietro, in un guizzo coraggio, ridando la parola ai cittadini, oppure prenda le distanze da quel registro linguistico, che comunque vada ha ammesso che esiste. La sindaca presente a una cena in cui il coniuge pronuncia parole che oggi nelle spiegazioni sono state banalizzate”.

Si determina un danno ulteriore: “Chi legge, magari tra i giovani, immagina che quando si è sindaci si può fare tutto e chi ti è vicino, altrettanto”.

Giuseppe Ferlicca


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