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Viterbo - Comune - Chiara Frontini interviene in consiglio sulla vicenda Bruzziches e registrazioni rispolverando il suo slogan elettorale: "La città non è amministrata da un primo cittadino che minaccia o intimidisce". Si difende ma non entra nel merito delle frasi attribuite al marito - VIDEO
Viterbo – “Io sono Chiara, Chiara è anche sindaca della città la sera va a dormire serena con la coscienza pulita”. Arriva il giorno del consiglio comunale in cui il primo cittadino Chiara Frontini affronta la vicenda frasi registrate dal consigliere Marco Bruzziches, pronunciate dal marito di Frontini durante una cena e per le quali sta indagando la procura.
Viterbo – Consiglio comunale – Ciorba e Frontini
Un lungo intervento di difesa, in cui torna a prefigurare un complotto, senza mai entrare, però, nel merito di quanto diffuso da Bruzziches, passato all’opposizione.
“Se io voglio fare male capisco chi del tuo stato di famiglia è più debole e poi vado a colpire quella persona”. È la frase pronunciata dal consorte di Frontini all’incontro cui era presente la sindaca, il consigliere Bruzziches e sua moglie. Ma durante il lungo e appassionato intervento, non se ne fa accenno.
Si preferisce l’attacco. “Grottesco e surreale, ma ineludibile – ha esordito Frontini a inizio seduta– ma per amore di trasparenza e di verità è importante che io ribatta in questa sede, a una vicenda che ha tenuto banco in quest’ultima settimana.
Sapevo che nel percorso di servizio che ci apprestavamo a compiere avremmo trovato ostacoli da schivare o quando non fossimo riusciti a schivarli, avremmo dovuto imparare a rialzarci”.
Questo è uno di quelli. “Dopo il comunicato del consigliere Bruzziches – continua Frontini – credo che sia diritto del consiglio e della città, chiedere rassicurazioni e da parte mia, darle”.
E quindi: “La città non è amministrata da una sindaca che minaccia o intimidisce, tantomeno i consiglieri comunali. Non credo che nessuno si sia mai sentito minato nella sua integrità personale o in fatto di scelte nella comunità nel patto civico”.
Il quadro descritto finora sembra un altro. “Qualcuno dei commentatori di questa vicenda che non si dà pace, ha parlato di un sistema in funzione del quale io adotterei comportamenti minatori per condizionare la libera espressione. Smentisco a parole, ma anche e nei fatti.
È talmente vero il contrario, che esponenti decidono di abbandonare la maggioranza e sono talmente intimidatoria che io stessa sono oggetto di atti vandalici e lettere”.
La vicenda è emersa dopo la diffusione da parte di Bruzziches, di un comunicato stampa in cui sono riportate le frasi nella famosa cena. “Non rispetta il segreto istruttorio – spiega Frontini – sta lavorando la magistratura, per dovuti approfondimenti. Invece, se ne anticipano addirittura gli esiti. Ho letto un’intervista di Bruzziches, in cui parla di sviluppi importanti, Io non so niente e non sono stata sentita. Nemmeno sono oggetto di comunicazioni. Che sviluppi ci sono?”.
Viterbo – Vittorio Sgarbi in consiglio comunale
Ma c’è un dubbio su tutti che la sindaca ha: “Il perché di un simile comportamento. Se si denuncia per ottenere giustizia su un presunto danno subito è giusto farlo, se ci si sente minati. Si aspetta che la giustizia faccia il proprio corso per ottenere eventuale ristoro del danno.
Invece si anticipa l’esito della conclusione, gli sviluppi e si fanno uscire parti di un fatto oggetto d’indagine”.
Con un obiettivo, secondo Frontini: “Fa pensare che non si chieda giustizia, ma che si abbia un fine di carattere politico, minare la mia serenità nell’amministrare la città, screditare la mia figura, perché anche i tempi in cui sono uscite queste informazioni mi fanno pensare”. Ricorda che l’uscita dalla maggioranza di Bruzziches, spiegando che era stato oggetto di minacce, lui e e la sua famiglia. Annuncio durante l’approvazione del bilancio. “Il momento più importante per un’amministrazione ed erano presenti in consiglio personalità politiche esterne a questo consiglio, che di solito non vengono e magari avvertiti e venuti qui per festeggiare, magari”.
Poi, il comunicato: “A pochi giorni dalle elezioni provinciali, forse con l’intento di minare il risultato poi ottenuto. Con una motivazione indegna, presumendo che ci sia qualcuno che faccia battutine”.
Viterbo – Letizia Chiatti e Marco Bruzziches
Invece, tutta la vicenda: “È un clamoroso fraintendimento, una dispercezione generata da pregiudizio, rendendo note solo parti della conversazione”. Quella conversazione di cui la sindaca non entra nel merito, ma prova a fare un parallelo.
“È lo stesso identico caso della sora Maria. Chi era presente non si è scandalizzato per ciò che ho detto. Era un messaggio di stimolo, a essere più efficaci nella quotidianità, a dare seguito alle risposte della sora Maria, per essere più sereni e dedicarsi a progetti strategici, quelli che fanno crescere. Compreso da tutti, tranne da chi era venuto lì prevenuto, pronto a leggerci altro.”.
Altro fraintendimento. Per meglio spiegarsi, la sindaca torna indietro, al suo slogan elettorale. “Io sono Chiara e Chiara ora è sindaca della città e la sera va a dormire serena, con la coscienza pulita. L’unica preoccupazione è il pensiero di non riuscire a dare risposte che vorremmo dare alla signora Maria. Invece il messaggio è diventato: alla sindaca rompe i … la signora Maria. Che è l’esatto contrario, ci vivo con la signora Maria”. E fa un esempio: “Parlando con Allegrini, allora le sedie che vi tiravate nelle riunioni di Alleanza Nazionale cos’erano, percosse? La differenza è che non si registrava”.
Di più, Frontini nella sua comunicazione non dice: “Non conosco gli atti presentati in tribunale, a differenza del querelante e non ho nemmeno la possibilità di difendermi e andare oltre. Però ci tengo all’onorabilità mia e delle persone a me vicine.
Torno a rassicurare il consiglio comunale e la città, sul fatto che non c’è un sistema. Nessun amministratore è mai stato oggetto di metodi coercitivi per orientare voto o decisioni.
Per il resto, sono rispettosa del lavoro da parte della magistratura, ci sono indagini in corso e vorrei limitarmi a questo, un commento di natura politica.
Rinnovo la fiducia alla magistratura e sono a totale disposizione per essere ascoltata, se dovesse essere necessario”.
Una seduta parecchio tesa, con l’opposizione che ha stigmatizzato il non avere preso le distanze dalle frase del marito. Durante il suo intervento, Andrea Micci (Lega) ha accusato un leggero malore, la seduta è stata sospesa e poi ripresa, con il consigliere d’opposizione che è rientrato.
Poi, l’arrivo a sorpresa di Vittorio Sgarbi. L’assessore alla Bellezza è alla sua seconda volta, in quasi due anni, in consiglio comunale. Ma il critico d’arte non è riuscito, con la sua presenza a rasserenare gli animi.