Viterbo – “Sindaca di Viterbo, un consiglio, manda il tuo consorte in esilio in Toscana con l’obbligo di residenza e magari a svolgere un ruolo più utile per te e la città”. A lanciare l’appello sulla sua pagina Facebook è l’ex assessore all’ambiente dell’ex sindaco Leonardo Michelini.
Un appello rivolto alla sindaca Chiara Frontini dopo le frasi che il marito Fabio Cavini avrebbe detto durante la cena del 26 settembre dell’anno scorso a casa del consigliere comunale Marco Bruzziches, all’epoca delegato al patrimonio, e di sua moglie, Anna Maria Formini. Frasi che hanno portato la procura di Viterbo ad aprire un fascicolo d’indagine nei confronti di Frontini e Cavini. L’ipotesi di reato è minaccia in concorso.
Andrea Vannini
“Si chiama ‘first gentleman’ in una coppia eterosessuale – spiega Vannini – il compagno di una donna con un ruolo pubblico o politico come il sindaco di Viterbo. Purtroppo l’uomo è spesso inadeguato a questo ruolo, colpa del testosterone. Prima o poi deve fare o dire qualcosa che ne testimoni l’esistenza e che gli dia una ragione di essere visibile nella coppia. Una ‘first lady’ raramente avrebbe combinato il casino che, se confermato, il marito del sindaco di Viterbo ha combinato nella fatidica cena. Perché diciamocelo, la donne hanno un passo in più quasi sempre”.
Chiara Frontini e Fabio Cavini
“Ma poi – prosegue l’ex assessore all’ambiente – leggiamo di un lessico da b-movie anni settanta: ‘anima nera’, ‘colpisco il più debole’… ma andiamo. Certo è che se in questa ‘ultima cena’ ha anche detto di essere ‘un professionista’ (di cosa?)”.
“Sei in un contesto di ‘chiarimento’ istituzionale (non una cena amicale) – conclude Vannini – a casa di un consigliere che ha espresso perplessità varie e ‘il professionista’ non immagina che potrebbe legittimamente essere registrato? Ma dai! Dove la prendi la prendi male”.
Infine, l’appello: “Sindaca di Viterbo, un consiglio, manda il tuo consorte in esilio in Toscana con l’obbligo di residenza e magari a svolgere un ruolo più utile per te e la città. Buon lavoro e daje Viterbo”.
Daniele Camilli
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

